Mancato affidamento di una gara d’appalto pubblico per colpa della pubblica amministrazione: necessario l’onere della prova?

Tipologia
Notizia
Data
07/06/2021

Consiglio di Stato, sez. II, 28.05.2021 n. 4102: non è essenziale provare la colpa della PA aggiudicatrice in caso di risarcimento da mancato affidamento di gare pubbliche.

Secondo i Giudici “…il rimedio risarcitorio risponde al principio di effettività della tutela previsto dalla normativa comunitaria; le garanzie di trasparenza e di non discriminazione operanti in materia di aggiudicazione dei pubblici appalti fanno sì che una qualsiasi violazione degli obblighi di matrice sovranazionale consente all’impresa pregiudicata di ottenere un risarcimento dei danni, a prescindere da un accertamento in ordine alla colpevolezza dell’ente aggiudicatore e dunque della imputabilità soggettiva della lamentata violazione”. 

 Nella fattispecie trattata in Sentenza, si evidenzia anche l’elemento soggettivo della responsabilità, ritenendo  l’Amministrazione “colpevole” della mancata applicazione  delle disposizioni: l’elemento psicologico va individuato nel momento della  violazione dei canoni di imparzialità, correttezza e buona amministrazione, con conseguente negligenza, omissioni o errori interpretativi di norme, ritenuti non scusabili, in ragione dell’interesse protetto di colui che ha un contatto qualificato con l’Ente pubblico. 
Il non rispetto delle previsioni normative e dei principi generali in materia di appalti pubblici così come interpretati dalla consolidata giurisprudenza, dunque, porta ad individuare un comportamento colposo da parte dell’Amministrazione, non potendosi riscontrare quelle ipotesi di difficoltà interpretative e contrasto giurisprudenziale, ritenute “scusanti” dalla giurisprudenza prevalente. (Cons. Stato, Ad. plen. 12 maggio 2017, n. 2; Sez. V, 2 gennaio 2019, n. 14; Sez, V, 25 febbraio 2016, n. 772; Sez. II, 20 novembre 2020, n. 7250).

 

Autore: Redazione TuttoGare del 07/06/2021


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