“Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza”
“Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza”
Il Presidente Busìa alla Giornata della Libera Professione promossa da Inarcassa e Fondazione Inarcassa
“Le sinergie tra pubblica amministrazione e professionisti funzionano solo se sono basate sull'equilibrio e sulla trasparenza. Gli affidamenti diretti di dimensioni ridotte premiano troppo spesso non chi investe nella qualità e nella propria professionalità, ma semplicemente i più vicini. Dobbiamo garantire che la trasparenza sia reale e che ci sia un incentivo concreto a investire nel merito”.
Così il Presidente di Anac Busìa è intervenuto a Roma martedì 10 marzo 2026 al convegno dedicato alla Giornata della Libera Professione, promosso da Inarcassa e Fondazione Inarcassa insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri e al Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Accordo Quadro e Appalto Integrato – ha continuato il Presidente di Anac Busìa - sono due istituti del Codice dei contratti che vanno governati con maggiore attenzione.
L’Accordo Quadro non è nato per la progettazione, perché ogni progetto ha la sua identità. È stato uno strumento emergenziale e dobbiamo evitare che l'emergenza diventi regola - un vizio nel quale questo Paese ricade troppo spesso-. Capita spesso infatti che vengano affidati contratti quadro a operatori di grandi dimensioni che poi non hanno la capacità di svolgere tutti i servizi per cui si sono impegnati, ricorrendo a subappalti poco trasparenti e penalizzanti per i professionisti. Quanto all'Appalto Integrato, i dati sono chiari: non si risparmiano né tempi né costi. E quando progettazione e realizzazione coincidono nello stesso soggetto, il rischio è che il progetto finisca per servire più gli interessi di chi costruisce che quelli dell'amministrazione. In alcuni casi l’appalto integrato può giustificarsi, ma la normalità deve essere un'altra: prima un progetto completo in tutti i suoi elementi, poi si affida la realizzazione a un soggetto diverso. Sul fronte europeo, la partita delle nuove direttive sui contratti pubblici è già aperta e tutti gli attori devono parteciparvi: si deciderà non solo come semplificare le procedure, ma anche quale sarà il modello europeo nei rapporti commerciali con il resto del mondo. Dobbiamo puntare ad una semplificazione che non elimini la trasparenza, ma la rafforzi attraverso il digitale: è questo l'obiettivo con cui stiamo contribuendo, insieme alla rete delle autorità europee, lavorando fra l’altro alla creazione della banca dati europea dei contratti pubblici”.
Fonte: ANAC del 12/03/2026

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