Malfunzionamento della piattaforma digitale, va consentita la partecipazione alla gara
Malfunzionamento della piattaforma digitale, va consentita la partecipazione alla gara
Lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’Istituto Provinciale di Assistenza all'infanzia di Bolzano
Pur avendo accertato il mancato funzionamento della piattaforma telematica, la Provincia Autonoma di Bolzano non ha proceduto né a sospendere il termine per la presentazione delle offerte per il tempo necessario per il ripristino del normale funzionamento della stessa e a prorogarlo per una durata proporzionale alla sua gravità, né a riaprire i termini di presentazione dell’offerta in favore dell’istante, a seguito del successivo malfunzionamento del portale segnalato da un concorrente poco prima dello spirare dei termini di presentazione delle offerte.
Per questo, la stazione appaltante è stata invitata “ad adottare gli opportuni provvedimenti che, nel rispetto dei principi che presiedono l’evidenza pubblica, consentano all’istante di partecipare alla gara”. Qualora la Stazione appaltante non intendesse conformarsi al parere dovrà comunicare, con provvedimento da adottare entro quindici giorni, le relative motivazioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che potrà proporre il ricorso.
Lo ha stabilito Anac, con parere di precontenzioso n. 506, approvato dal Consiglio dell’Autorità del 17 dicembre 2025, riguardante la procedura aperta per l’affidamento di lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’Istituto Provinciale di Assistenza all'infanzia di Bolzano (Importo a base di gara: 5.479.900 euro).
La società esclusa ha contestato il diniego della Provincia autonoma di Bolzano alla sua richiesta di proroga dei termini per la presentazione delle offerte a causa di un malfunzionamento della piattaforma verificatosi nelle ultime tre ore per la presentazione delle offerte, che gli ha impedito di partecipare alla gara. Il malfunzionamento era stato segnalato tempestivamente.
Il gestore del sistema aveva accertato un blocco per circa un’ora e mezza, ma non malfunzionamenti nel lasso di tempo successivo alla segnalazione dell’istante, per cui aveva sostenuto che il sistema era funzionante, sebbene con un rallentamento tale da avere impedito la trasmissione dell’offerta del solo istante, “a causa di un portale funzionante ma sovraccarico”. “Ove non sia possibile capire con certezza assoluta, dopo le verifiche, se l’errore sia stato dell’operatore o del sistema della Stazione Appaltante”, scrive l'Autorità “il pregiudizio ricade su quest’ultima. Ciò a maggior ragione in un caso, come quello in esame, in cui prima del malfunzionamento è stato accertato un mancato funzionamento del sistema che ha sottratto agli operatori un’ora e dieci minuti del tempo utile per presentare l’offerta, peraltro nelle ultime tre ore a disposizione per presentare l’offerta, circostanza che in assenza di una proroga del termine adeguata e proporzionata alla durata e alla gravità del mancato funzionamento, ha arrecato un pregiudizio agli operatori, in particolare, all’istante che non ha potuto trasmettere l’offerta”.
“Il diniego – continua Anac – appare non considerare la diligenza dell’istante, che ha avviato per tempo le operazioni di caricamento della documentazione, ha tempestivamente e correttamente segnalato il mancato funzionamento del portale e fornito all’help desk il riscontro richiesto, segnalando il successivo malfunzionamento del portale consistente in problemi tecnici che non consentivano di completare la trasmissione dell’offerta. Non si condivide, pertanto, l’assunto della Stazione appaltante secondo cui le richieste dell’istante siano ‘mere dichiarazioni di un singolo operatore economico che contrastano con evidenze oggettive di segno opposto”.
Fonte: ANAC 06/02/2026

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