Trasparenza, Anac segnala necessità di correttivi per le nuove modalità di pubblicazione
Criticità applicative col decreto legge 19/2026 che permette di assolvere obblighi di trasparenza con link alle banche dati in elenco
La semplificazione delle modalità di pubblicazione introdotta dal decreto-legge n. 19/2026 , pur intervenendo con intento apprezzabile sul tema delle duplicazioni degli adempimenti informativi, presenta talune criticità applicative che possono compromettere l'attuazione della disciplina sulla trasparenza. È quanto evidenzia Anac con l' atto di segnalazione a Governo e Parlamento n. 3 del 2026 , approvato con delibera n. 265 del 7 luglio 2026 , in cui si propongono interventi correttivi e una valorizzazione della Piattaforma Unica della Trasparenza quale punto di accesso unico e centralizzato per l'effettività degli obblighi di pubblicazione.
L'atto prende in esame le novità introdotte dall'articolo 8 del decreto-legge n. 19/2026 (Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Pnrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza e in materia di politiche di coesione), che consente alle amministrazioni, per una serie di obblighi di trasparenza previsti dal decreto legislativo n. 33/2013 , di sostituire la pubblicazione dei dati nella sezione “ Amministrazione trasparente ” del proprio sito con un semplice collegamento ipertestuale alle banche dati nazionali già alimentate dagli stessi enti.
Pur riconoscendo l'obiettivo di valorizzare le banche dati e il principio del " once only ", che riduce gli oneri amministrativi e favorisce la consultazione delle informazioni, Anac non può tuttavia non evidenziare la necessità di un intervento migliorativo per superare talune criticità che sono emerse e che rischiano di limitare l'efficacia del nuovo sistema.
L'Autorità sottolinea l'opportunità di un aggiornamento dell'Allegato B del d.lgs. N. 33/2013, che individua le banche dati di riferimento: alcune banche dati risultano sostituite da nuovi sistemi, altre non sono più disponibili o non sono consultabili, mentre mancano riferimenti a piattaforme oggi fondamentali, come il Portale nazionale del reclutamento InPA.
Ulteriori critiche riguardano il fatto che alcune banche dati a cui si rimanda non contengono tutti i dati richiesti dal decreto legislativo n. 33/2013 sulla trasparenza, ma solo alcune tipologie, oppure non rispettano le tempistiche di pubblicazione e aggiornamento previsti dallo stesso decreto. Ne deriva il rischio di una riduzione del livello di trasparenza garantito ai cittadini. Sarebbe opportuno, sottolinea Anac, un allineamento tra il d.lgs. N. 33/2013 e le banche dati sotto il profilo dell'ambito oggettivo e delle tempistiche di pubblicazione dei dati.
L'Anac segnala inoltre una disparità di trattamentotra amministrazioni ed enti che trasmettono dati alle banche dati nazionali, e che quindi secondo la nuova norma possono limitarsi a pubblicare un collegamento, ei soggetti che invece continuano a dover pubblicare direttamente dati e documenti sui propri siti istituzionali.
Le nuove disposizioni incidono anche sull'attività di vigilanza dell'Autorità sulla corretta pubblicazione di dati e informazioni. Con il nuovo sistema, infatti, Anac può verificare soltanto la presenza e il funzionamento del link pubblicato nella sezione "Amministrazione trasparente", senza poter intervenire sulle eventuali carenze informative delle banche dati cui il collegamento rimanda. Sulla base del dettato normativo, infatti, ad Anac non è attribuito un potere di intervento sui soggetti che rilevano le banche dati. Si ritiene inoltre, spiega l'atto, che qualora un eventuale malfunzionamento del link non sia addebitabile all'ente vigilato ma al gestore della banca dati stessa, nessun provvedimento dell'Anac possa essere adottato nei confronti dell'amministrazione/ente al quale non è consentito l'assolvimento dell'obbligo di trasparenza.
Per superare queste criticità, l'Autorità propone un intervento normativo che rafforzi il ruolo della Piattaforma Unica della Trasparenza , già istituita presso Anac, trasformandola in un punto di accesso unico ai dati sulla trasparenza, interoperabile con le banche dati nazionali e utilizzabile anche per pubblicare le informazioni non presenti nelle stesse. La piattaforma potrebbe consentire di assolvere agli obblighi di pubblicazione con link alla stessa inserita in “Amministrazione trasparente”. Il ricorso alla Piattaforma, segnala l'atto, è ancor più auspicabile per garantire la pubblicazione di dati, informazioni e documenti trasmessi alle banche dati laddove queste siano in fase di adeguamento o manutenzione e non siano quindi accessibili agli utenti, non contengano tutte le informazioni richieste dal d.lgs. N. 33/2013, o non siano tempestivamente aggiornati.
Fonte: ANAC, 22/07/2026

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