Al via il Censimento del Patrimonio ICT della Pubblica Amministrazione

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Analisi strategica della rilevazione AgID-DTD: dalla mappatura dell'hardware e del software alla governance dei dati per il Piano Triennale e la Cyber Resilienza dell'Ente

Sezione: Dossier Specializzato • Digital Governance & ICT PA

Autore: Leopoldo M. Bello

Riferimenti normativi: Art. 33-septies D.L. 179/2012; D.Lgs. 82/2005 (CAD)

Piattaforma operativa: PA digitale 2026

Abstract

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), in stretta sinergia con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha avviato la rilevazione obbligatoria sul patrimonio infrastrutturale e applicativo delle Pubbliche Amministrazioni italiane.

Non si tratta di una semplice formalità burocratica, ma del pilastro informativo essenziale per orientare le risorse del prossimo Piano Triennale per l’Informatica nella PA e definire i modelli di governance e sicurezza informatica del Paese.

1. L'inquadramento normativo e strategico

La trasformazione digitale del settore pubblico richiede una conoscenza minuziosa dell’ecosistema tecnologico esistente. Radicata nel comma 1-ter dell’art. 33-septies del D.L. n. 179/2012 e nell'alveo del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), la rilevazione obbliga le amministrazioni centrali e locali a definire e mappare le proprie risorse informatiche.

In definitiva, sono tre gli obiettivi strategici prioritari dell'operazione:

  • Mappatura granulare dell'esistente: identificazione del parco hardware, comprendente server on-premises, datacenter locali e apparati di rete, delle licenze e dei moduli software di settore, fino ai servizi erogati in modalità Cloud SaaS, PaaS e IaaS.
  • Razionalizzazione e sostenibilità della spesa ICT: creazione di un modello di governance in grado di rilevare ridondanze contrattuali, obsolescenza tecnologica e inefficienze operative, consentendo un reindirizzamento efficiente delle risorse finanziarie nel medio-lungo periodo.
  • Rafforzamento della Cyber Resilienza: supporto alla definizione di architetture sicure in linea con i requisiti dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e con le strategie di mitigazione del rischio informatico.

2. Oggetto della rilevazione: hardware, software e servizi

La rilevazione, che verrà condotta esclusivamente sulla piattaforma PA digitale 2026, esplora tre macro-ambiti tecnologici:

Macro-ambito Elementi oggetto di mappatura Impatto strategico
Patrimonio hardware Server fisici e virtuali, datacenter comunali, sistemi di storage, sistemi di backup e infrastrutture LAN/WAN. Valutazione dell'obsolescenza tecnologica e pianificazione della transizione verso il Cloud della PA, il Polo Strategico Nazionale e i servizi Cloud qualificati.
Soluzioni applicative Software gestionali di settore, come Anagrafe, Tributi, SUAP e Polizia Locale, moduli open source e software personalizzati. Verifica dell'interoperabilità tramite la PDND, Piattaforma Digitale Nazionale Dati, ed eliminazione dei silos informativi.
Servizi digitali e Cloud Soluzioni SaaS accreditate, servizi erogati a cittadini e imprese e integrazioni con SPID, CIE e pagoPA. Misurazione dell'accessibilità, della qualità dei servizi erogati e del livello di conformità alle linee guida di design.

3. Il ruolo centrale e le responsabilità dell'RTD

Il censimento contribuisce a valorizzare la figura del Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD). Sebbene la compilazione materiale possa essere coordinata con i referenti tecnici, i fornitori di servizi e il personale IT dell'Ente, l'atto di chiusura richiede un presidio diretto della governance apicale.

“A conclusione dell'inserimento dei dati, il Rappresentante Legale o il Responsabile per la Transizione al Digitale deve sottoscrivere con firma digitale una dichiarazione formale per attestare la veridicità, la completezza e la correttezza delle informazioni trasmesse.”

Tale attestazione attribuisce all'RTD una precisa responsabilità strategica e amministrativa, trasformando la rilevazione in un'effettiva assunzione di consapevolezza architetturale da parte dell'Ente.

4. Roadmap operativa e tempistiche di compilazione

Per la generalità delle Pubbliche Amministrazioni, tra cui Comuni, Province, Regioni, ASL e Agenzie autonome, la finestra di completamento è fissata con scadenza al 30 settembre 2026.

Per il comparto Istruzione e Università, l'accesso sarà abilitato a partire da settembre 2026, con tempistiche dedicate.

Roadmap operativa consigliata per l'Ente Locale:

  1. Fase 1 – Credenziali e accreditamento: verifica dell'accesso alla piattaforma PA digitale 2026, nella sezione “Adempimenti e questionari”.
  2. Fase 2 – Audit tecnologico interno: predisposizione dell'inventario aggiornato di server, licenze software attive, contratti di manutenzione e schede di conformità Cloud.
  3. Fase 3 – Inserimento progressivo: compilazione coordinata tra l'ufficio IT e i responsabili di settore per mappare i software verticali specialistici.
  4. Fase 4 – Asseverazione e firma: revisione finale da parte dell'RTD e sottoscrizione dell'attestato con firma digitale prima del 30 settembre 2026.

5. Riferimenti ufficiali e documentazione operativa

Per la consultazione delle notizie, dei manuali e per l'accesso alla piattaforma:

  • Comunicato ufficiale AgID: AgID – Al via il censimento del patrimonio ICT.
  • Guida operativa e risorse: PA digitale 2026 – Guida al Censimento ICT.
  • Piattaforma operativa: PA digitale 2026.

Conclusioni

Da quanto sopra esposto emerge con chiarezza che il censimento del patrimonio ICT non deve essere vissuto come un adempimento passivo, ma come un'opportunità di audit interno.

Per il Responsabile della Transizione al Digitale rappresenta lo strumento ideale per giustificare e pianificare gli investimenti futuri, razionalizzare i costi di manutenzione e guidare consapevolmente l'Ente verso un modello pubblico moderno, sicuro e pienamente interoperabile.

A cura della Redazione di TuttoGarePA, autore Leopoldo M. Bello, 24/07/2026


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