Whistleblowing, l'Anac non può negare l'accesso all'esposto del responsabile anticorruzione

Tipologia
Notizia
Data
16/01/2020

Il responsabile anticorruzione dell' ente che riceve una segnalazione d' illecito non gode della protezione dell' anonimato prevista invece per il segnalante. Quindi l' autorità nazionale anticorruzione non può negare l' accesso agli atti di cui venga in possesso a seguito di un esposto del responsabile anticorruzione invocando la recente normativa sul whistleblowing. Anzi, a ben vedere un eventuale diniego delle informazioni si configura come una sovrapposizione erronea e censurabile fra la figura del dipendente denunciante il cosiddetto whistleblower e il responsabile per la prevenzione della corruzione, per il quale, visto il ruolo pubblico assolto, non vigono le disposizioni a presidio dell' anonimato e le tutele da possibili azioni ritorsive. Con la sentenza n. 14129/2019 , il Tar Lazio ha «bacchettato» l' Anac sulla corretta interpretazione della normativa sulla segnalazione degli illeciti nella pubblica amministrazione da parte dei funzionari pubblici, introdotta dalla legge anticorruzione del 2013 e rivista nel 2017, con particolare riguardo all' accessibilità a denunce ed esposti. La vicenda L' anac ha avviato un procedimento istruttorio segnalando l' esistenza di una presunta incompatibilità di un membro di una commissione di accordo bonario per la risoluzione delle riserve iscritte da un' Ati nell' ambito di un appalto pubblico. Questo procedimento era stato generato da un esposto presentato dal responsabile per la prevenzione della corruzione, il quale aveva ricevuto da un whistleblower le informazioni poi riversate in un rapporto all' Anac. Il dirigente coinvolto, dopo aver raccolto delle informazioni sommarie sul procedimento avviato dall' Anac, ha formulato un' istanza di accesso ai documenti detenuti dall' autorità anticorruzione. In prima battuta l' Anac ha differito l' accesso fino alla conclusione dell' istruttoria del procedimento, ben tre anni, poi dopo il rinnovo dell' istanza del dirigente, ha fatto scattare il silenzio-rifiuto. Al quale il dirigente si è opposto presentando ricorso al Tar chiarendo che la documentazione che aveva richiesto gli serviva per intraprendere una serie di iniziative giudiziarie in sede civile e penale per la tutela dell' immagine di avvocato e di dirigente pubblico, nonché l' accertamento delle responsabilità dei soggetti coinvolti. La decisione La normativa sul whislteblowing al fine di promuovere la denuncia di attività illecite o corruttive all' interno della pubblica amministrazione da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza, lo tutela da azioni ritorsive quali sanzioni, demansionamento, licenziamento, trasferimento o sottoposizione ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Vigono due prescrizioni fondamentali a presidio dell' anonimato del dipendente pubblico: il divieto di rivelare direttamente la sua identità e il divieto di rendere ostensibile il contenuto della segnalazione da cui sia possibile risalire alla persona che ha effettuato la denuncia. In questo modo il legislatore ha voluto stimolare il controllo diffuso dell' agire dei dipendenti pubblici in un' ottica di prevenzione della corruzione e della cattiva amministrazione. In questo contesto quindi, la garanzia dell' anonimato del segnalante diventa un elemento fondamentale. L' Anac però ha operato una erronea sovrapposizione fra la figura del segnalante e colui che ha ricevuto la notizia dell' illecito, il responsabile anticorruzione che ha raccolto la denuncia e l' ha poi tradotta per iscritto svolgendo considerazioni proprie. Quindi il diniego all' accesso opposto dall' Anac è illegittimo e i documenti e gli atti richiesti devono essere rilasciati, compreso l' esposto che si badi, non è la segnalazione del whistleblower, ma il documento che ne contiene le circostanze di fatto, previo l' oscuramento dei dati riguardanti l' identità del segnalante e i fatti materiali dai quali sia possibile risalirne all' identità.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 16/01/2020 – autore  PIETRO ALESSIO PALUMBO


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