Verifica dell'anomalia, utilizzabili parametri normativi nuovi rispetto alla presentazione dell'offerta

Tipologia
Notizia
Data
10/04/2020

In sede di verifica dell' anomalia, al fine di accertare l' attendibilità dell' offerta, l' amministrazione può utilizzare parametri normativi intervenuti dopo la scadenza del termine per la presentazione dell' offerta. Così, al fine di stimare l' affidabilità del costo del lavoro proposto potrà utilizzare quale parametro le tabelle retributive allegate al contratto collettivo sopravvenuto. Il chiarimento giunge dal Consiglio di Stato con la decisione n. 2056/2020 della V Sezione .

Il caso Il caso si riferisce ad una gara di servizi. Nella specie la procedura ha ad oggetto l' affidamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. In particolare, giunge all' attenzione del Consiglio di Stato il procedimento di verifica dell' anomalia operato sull' offerta dell' aggiudicataria. Viene contestato alla stazione appaltante l' indebita mancata applicazione, in sede di verifica dell' anomalia, delle tabelle ministeriali del costo del lavoro vigenti al momento della scadenza del termine per la presentazione dell' offerta. Ma la contestazione è respinta dal Giudice amministrativo che invece approva l' operato della amministrazione in quanto in sede di verifica della congruità dell' offerta ha utilizzato, quale parametro normativo di riferimento, le tabelle introdotte dal sopravvenuto contratto collettivo, ritenendo le stesse valutabili nel sub-procedimento di verifica dell' offerta per stimarne l' affidabilità in ragione del fatto che è il nuovo contratto collettivo a trovare applicazione in sede di esecuzione del contratto.

La decisione Per il Consiglio di Stato nel giudizio di anomalia dell' offerta volto a verificare l' attendibilità e/o sostenibilità dell' offerta, sono consentiti aggiustamenti e spostamenti di costi tra le varie componenti del prezzo, potendosi tenere conto anche delle sopravvenienze (normative o meno), a condizione che ciò non comporti una modificazione dell' offerta stessa (in termini Cons. Stato, III, 2 marzo 2017, n. 974). Mentre, a proposito della portata (cogente o meno) delle tabelle ministeriali, la giurisprudenza amministrativa recentemente ha chiarito che siffatte tabelle - redatte dal Ministero competente - esprimono un costo del lavoro medio, ricostruito su basi statistiche, per cui esse non rappresentano un limite inderogabile per gli operatori economici partecipanti a procedure di affidamento di contratti pubblici, ma solo un parametro di valutazione della congruità dell' offerta, con la conseguenza che lo scostamento da esse, specie se di lieve entità, non legittima di per sé un giudizio di anomalia.

I costi medi della manodopera, indicati nelle tabelle ministeriali, del resto, svolgono una funzione indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali, laddove si riesca, in relazione alla peculiarità dell' organizzazione produttiva, a giustificare la sostenibilità di costi inferiori, fungendo gli stessi da esclusivo parametro di riferimento da cui è possibile discostarsi, in sede di giustificazioni dell' anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa (si veda Tar Lazio, Roma, Sez. I, sentenza 11 dicembre 2019, n.14241).

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10 Aprile 2020 - autore GIOVANNI F. NICODEMO

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