Verbali di gara, nessuna formalità specifica di redazione è richiesta a pena di invalidità

Tipologia
Notizia
Data
15/10/2019
La redazione dei verbali di gara non richiede particolari modalità da rispettare a pena di invalidità o forme specifiche e ogni rilievo/censura sulla non congruità di quanto in essi declinato, rispetto alle operazioni compiute dai commissari, deve essere corredato da prove concrete. In questo senso si è espresso il Tar Campania, Napoli, sezione V, sentenza n. 4464/2019.
 
La censura
La ricorrente, partecipante alla procedura per l'affidamento triennale di un servizio di noleggio e sterilizzazione di strumenti chirurgici per una Asl campana, ha contestato le risultanze del procedimento di gara adducendo diverse censure. Tra le diverse, a fini pratici, risulta di particolare rilievo la censura (respinta dal giudice campano) relativa alla pretesa carenza dei verbali di gara circa l'utilizzo, ritenuto non corretto, del metodo di valutazione del confronto a coppie. In particolare, sono state segnalate plurime illegittimità quali «la violazione e la falsa applicazione degli artt.18 e 21 lex specialis del bando e delle linee Guida n. 3 dell'ANAC per il c.d. metodo del confronto a coppie in uno alla violazione dei principi di legalità, trasparenza e buon andamento dell'Amministrazione».
Secondo la ricorrente, il punteggio finale è stato assegnato collegialmente dalla commissione di gara (ovvero in forza di una valutazione collegiale) «e non invece all'esito delle valutazioni individuali di ciascun commissario di gara, sulla base delle previste tabelle triangolari». La dimostrazione della violazione, sempre secondo le ragioni del ricorrente, è emersa dalla (asserita) mancata verbalizzazione «dei confronti a coppie dei singoli commissari e dalla mancata allegazione a verbale delle schede di valutazione».
 
La decisione
Il giudice ha certificato che la commissione di gara ha operato correttamente. I verbali di gara, infatti, sono risultati corredati da una serie di allegati da cui è emeso che «i singoli commissari hanno dapprima svolto individualmente i confronti a coppie e poi, base delle schede predisposte e prodotte agli atti della seduta (…), la Commissione ha provveduto collegialmente allo svolgimento delle ulteriori operazioni necessarie per la assegnazione finale dei punteggi complessivi». I rilievi, quindi, secondo il giudice non sono stati supportati da elementi «idonei a disvelare, sotto un profilo sostanziale, il vizio lamentato di insufficiente verbalizzazione e immotivata attribuzione dei punteggi ai concorrenti, dequotando a mera irregolarità».
È interessante, sotto il profilo pratico, anche la riflessione espressa nella sentenza sulla "tecnica" corretta di redazione dei verbali di gara. Per costante giurisprudenza, i verbali di gara delle procedure amministrative, a differenza di quanto avviene, ad esempio, per l'atto pubblico notarile , non esigono affatto - in linea di principio - modalità di redazione a pena di invalidità con forme e menzioni particolari.
Come anche affermato dal Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza n. 677/2018, chi contesta la legittimità degli atti della procedura stessa non può limitarsi a dedurre in proposito solo la mancata menzione a verbale della regolarità delle operazioni in ogni loro singolo passaggio avendo, invece, un chiaro «onere di provare in positivo le circostanze e gli elementi idonei a far presumere che una qualche irregolarità abbia avuto luogo con pregiudizio nei suoi confronti, il che nel caso presente non è stato prospettato (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VI, 7 maggio 2018, n. 2704)». Nel caso di specie, le circostanze non sono state concretamente provate risultando corretto quindi l'operato della commissione «essendo la motivazione delle preferenze espresse ricavabile dai punteggi attribuiti in relazione a ciascun parametro all'esito del confronto a coppie» come risultato dalle tabelle riepilogative allegate ai verbali di gara.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 15/10/2019 – autore Stefano Usai

 
 
 


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