Super Durc dribbla gli obblighi

Tipologia
Notizia
Data
04/12/2019

Un nuovo documento di regolarità fiscale e contributiva riservato a una élite di imprese, una sorta di super Durc, farà totalmente venir meno gli obblighi del cosiddetto reverse charge per appalti e subappalti introdotti con il decreto fiscale 2020. In realtà, grazie agli emendamenti approvati in fase di conversione del dl fiscale (dl 124 del 26 ottobre 2019), l' articolo 4 del decreto che appunto introduceva questa nuova e tortuosa disciplina ha preso totalmente la struttura di «reverse» obbligando però il committente, in caso di contratti di appalto, subappalto o affidamento a soggetti consorziati con importi superiori a 200.000 euro, a una articolata e complessa verifica circa i corretti adempimenti relativi al versamento delle ritenute dei lavoratori delle imprese prestatrici. Il nuovo super certificato di regolarità. Un super Durc con due requisiti difficilmente raggiungibili monitorerà la regolarità delle imprese appaltatrici e subappaltatrici dal punto di vista sia fiscale sia contributivo fungendo da esimente ai nuovi obblighi di verifica stabiliti per i committenti.

Come indicato nel ridefinito comma 5 dell' articolo 4 del dl 124/2019 infatti gli obblighi suddetti non troveranno applicazione se le imprese appaltatrici comunicheranno al committente, allegando questa nuova certificazione, la sussistenza a due requisiti: 1) devono risultare in attività da almeno tre anni, essere in regola con gli obblighi dichiarativi e aver eseguito nel corso dei periodi d' imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell' ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell' ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime; 2) non devono avere iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all' imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a euro 50.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione.

Le disposizioni non si applicano per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza. Non tanto il punto 2 quanto il punto 1, di fatto, però taglierà fuori dalla possibilità di ottenere la certificazione un elevatissimo numero di imprese. Oltre infatti a tutte le entità neocostituite o «nate» da meno di tre anni, la seconda parte del punto vincolando i così definiti «versamenti in conto fiscale» non ai debiti d' imposta risultanti dai dichiarativi ma in maniera illogica ai ricavi, renderà impossibile l' ottenimento del certificato a tutte le imprese in perdita, a quelle «basso margine» o con reddito imponibile inferiore a circa il 35% dei ricavi.

L' esempio è semplice: fatto 100 euro l' ammontare dei ricavi, per rispettare i requisiti del punto 1 l' impresa dovrà versare almeno 10 euro di imposte e per farlo, considerata l' incidenza di Ires e Irap pari a circa il 30%, dovrà avere in media nel triennio un reddito imponibile di circa 35 euro; di conseguenza, salvo variazioni fiscali in aumento, otterranno la certificazione solo imprese con costi non superiori al 65% dei ricavi e/o con un utile al netto delle imposte minimo pari al circa il 25% dei ricavi stessi. Come richiedere il super Durc. Come disciplinato dal comma 6 dell' articolo 4 del decreto, a decorrere dalla data di applicazione della presente disposizione, la certificazione sarà messa a disposizione delle singole imprese dall' Agenzia delle entrate e ha validità di quattro mesi dalla data del rilascio.

 

A cura di Italia Oggi - pag. 33 del 04 Dicembre 2019 


Loading...