Subappalti, da tutelare cottimisti e microimprese

Tipologia
Notizia
Data
11/12/2020

Un subappaltatore o subcontraente pmi può rinunciare al pagamento diretto da parte della stazione appaltante; ammesso prevedere nel contratto di subappalto il pagamento anche in assenza del Sal (stato avanzamento lavori) da parte della stazione appaltante. Lo ha affermato l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con il comunicato del presidente Giuseppe Busia del 25 ottobre 2020, depositato il 4 dicembre. Il comunicato attiene alla disciplina di cui all'articolo 105, comma 13 del codice dei contratti pubblici ove si prevede che «la stazione appaltante corrisponde direttamente al subappaltatore, al cottimista, al prestatore di servizi ed al fornitore di beni o lavori, l'importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite nei seguenti casi: quando il subappaltatore o il cottimista è una microimpresa o piccola impresa; in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore; su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo consente».

L'obiettivo della norma è chiaramente quello di tutela delle pmi rispetto ai ritardati pagamenti dell'appaltatore.

L'Anac, rilevate diverse criticità «che rischiano di pregiudicare il rapido soddisfacimento dei crediti del subappaltatore, minando la stabilità finanziaria delle imprese», ha evidenziato che non di rado accade che la norma determini, in danno alle pmi, anche un altro fenomeno legato ai ritardi della stazione appaltante nell'emissione dei Sal e nell'esecuzione dei pagamenti, compromettendo, di fatto, l'efficacia del meccanismo di tutela approntato dal legislatore.

Di qui le precisazioni contenute nel comunicato, a partire dalla precisazione che la previsione del codice «fa sorgere un obbligo di natura vincolante, in capo alle stazioni appaltanti, ed un diritto potestativo in capo alle piccole e medie imprese, con la conseguenza che, mentre alle prime è preclusa la possibilità di determinarsi in senso contrario, le seconde possono liberamente rinunciare al beneficio, in quanto previsto nel loro esclusivo interesse».

Questo per dire che i subappaltatori qualificabili micro e piccole imprese hanno la facoltà di rinunciare al pagamento diretto delle prestazioni da parte della stazione appaltante, a condizione che detta rinuncia, per esigenze di certezza del diritto, sia manifestata per iscritto e subordinata alla preventiva accettazione da parte della stazione appaltante. Per l'Anac questa facoltà può ben essere contenuta nel contratto di subappalto. Se però venisse a configurarsi un inadempimento dell'appaltatore agli obblighi assunti nei confronti del subappaltatore o subcontraente, si può ripristinare il pagamento diretto a cura della stazione appaltante.

L'Autorità ha affermato, inoltre, che è facoltà delle parti prevedere, nel contratto di subappalto o nel sub-contratto, che l'appaltatore proceda al pagamento delle spettanze dovute al subappaltatore-fornitore dietro presentazione di fattura, anche a prescindere dall'adozione del Sal da parte della stazione appaltante. Tale tesi viene motivata con la «assoluta autonomia del contratto di appalto rispetto ai contratti derivati» e in relazione alla «natura privatistica del rapporto intercorrente tra l'appaltatore e il subappaltatore-fornitore, da cui si desume l'applicabilità, allo stesso, delle sole previsioni contrattuali».

A cura di Italia Oggi numero 292 pag.37 del 11/12/2020

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