Soglia di appalti promiscui calcolata con una frazione

Tipologia
Notizia
Data
23/10/2020

Un ente pubblico che stipula contratti di appalto «promiscui» cioè funzionali sia all'attività istituzionale che a quella commerciale deve applicare un rapporto per calcolare l'importo massimo complessivo dei ricavi. È quanto emerge dalla risposta ad interpello n. 492 dell'Agenzia delle entrate che, nell'ipotesi di contratti cd. promiscui, ovvero di contratti di appalto riferiti all'acquisto di servizi generali, comuni sia all'attività istituzionale che a quella commerciale, ai fini del calcolo della soglia di 200.000 annui, ha osservato che: l'articolo 17-bis del dlgs 241/1997 «troverà applicazione qualora il rapporto tra l'ammontare dei ricavi e altri proventi relativi all'attività commerciale (numeratore) e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi (denominatore), moltiplicato per il costo annuo pattuito per l'affidamento all'impresa del compimento di servizi generali funzionali sia all'attività istituzionale sia a quella commerciale, risulti di importo complessivo superiore a 200.000.
Tale rapporto va determinato con riferimento ai ricavi del periodo d'imposta precedente a quello di inizio di esecuzione del contratto promiscuo». Ciò restando fermo che, al superamento della soglia come sopra determinata, gli obblighi previsti dall'art. 17-bis si applicheranno con riferimento all'intero contratto. L'articolo in esame era stato introdotto dall'art. 4 del decreto-legge 124/2019 per arginare il fenomeno dell'omesso versamento delle ritenute fiscali relative ai redditi di lavoro dipendente o assimilato da parte di imprese impiegate nell'esecuzione di opere e servizi. Infine, l'Agenzia ha ricordato come, ai fini dell'applicazione dell'art. 17-bis: il contratto di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali deve essere caratterizzato da un prevalente utilizzo di manodopera; il concetto di «prevalenza» deve far riferimento al rapporto tra la retribuzione lorda riferita ai soli percettori di reddito di lavoro dipendente e assimilato (numeratore) e il prezzo complessivo dell'opera o dell'opera e del servizio nel caso di contratti misti (denominatore).

A cura di ITALIAOGGI - NUMERO 250 PAG. 28 DEL 23/10/2020


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