Gare e Covid, istruzioni per l'uso

Tipologia
Notizia
Data
17/04/2020

Valutare con attenzione l' esigenza di sospendere o differire le gare, assicurare comunque speditezza nella gestione delle procedure anche svolgendo sedute pubbliche in streaming e sedute riservate della commissione giudicatrice in videoconferenza; la pandemia costituisce causa di forza maggiore che esime dalla responsabilità per ritardato adempimento e dall' applicazione di penali. Lo ha chiarito l' Anac (autorità nazionale anticorruzione) con la delibera del 9 aprile 2020, n. 321 che ha analizzato, in analogia, ma con qualche elemento di maggiore concretezza rispetto alla circolare Mit dei giorni scorsi, gli effetti derivanti dall' applicazione dell' articolo 103 del decreto legge 18/20 (Cura Italia) sulle procedure di affidamento di contratti che prevede la sospensione, d' ufficio o su istanza di parte dei termini dei procedimenti amministrativi pendenti al 23 febbraio, fino al 15 maggio.

L' Anac, nella delibera, ha precisato che per le procedure di gara per le quali non sia stato ancora pubblicato il bando di gara o l' invito a presentare offerte le stazioni appaltanti devono valutare l' opportunità la necessità di differire l' avvio delle procedure di gara già programmate «tenendo conto dell' urgenza di approvvigionamento, della necessità di prevedere il sopralluogo o la consultazione sul posto di atti o documenti, della complessità delle operazioni richieste per la preparazione delle offerte, dell' esigenza di garantire, in ogni caso, la massima partecipazione alla procedura e di favorire l' agevole adempimento degli oneri di partecipazione, delle difficoltà organizzative interne connesse alla situazione di emergenza».

In relazione a questi elementi la sospensione va valutata e, se del caso, disposta. Per le procedure in corso di svolgimento, invece, l' Anac ha invitato le stazioni appaltanti a specificare che una volta disposta la sospensione, «alla conclusione del periodo (cioè dal 16 maggio 2020) i termini riprenderanno a decorrere per il periodo residuo». Si potrà però decidere «di rispettare, anche in pendenza della sospensione disposta dalla stazione appaltante e limitatamente alle attività di esclusiva pertinenza della stessa, i termini originariamente previsti» se ciò fosse compatibile con le misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Sarà, inoltre, sempre possibile concedere proroghe e differimenti ulteriori rispetto a quelli previsti dal decreto-legge 18/2020, anche su richiesta degli operatori economici, laddove l' impossibilità di rispettare i termini sia dovuta all' emergenza sanitaria.

Importanti, poi, le indicazioni su come assicurare il celere svolgimento delle procedure non sospese per le quali l' Anac ha suggerito di: svolgere le procedure di gara con modalità telematiche; svolgere le sedute pubbliche a distanza, ad esempio, in videoconferenza; rinunciare al sopralluogo obbligatorio previsto dalla lex specialis di gara nei casi in cui lo stesso non sia strettamente necessario per la formulazione dell' offerta, se invece è ritenuto essenziale si potrà prorogare il termine di presentazione delle offerte per consentire il sopralluogo dopo il 15 maggio 2020; prevedere lo svolgimento delle sedute riservate della commissione giudicatrice in streaming o con collegamenti da remoto; consentire il pagamento dell' imposta di bollo con modalità telematiche. Infine, per la fase esecutiva, l' Anac ha chiarito che l' emergenza sanitaria in corso costituisce «causa di forza maggiore» che esime dalla responsabilità per ritardato svolgimento della prestazione e quindi non consente l' applicazione di penali per il ritardo.

A cura di Italia Oggi pag. 37 del 17/04/2020– autore ANDREA MASCOLINI

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