Rotazione solo per gli appalti e non nelle concessioni di servizi

Tipologia
Notizia
Data
25/02/2020

La rotazione non si applica alle concessioni ma solamente agli appalti di forniture, lavori e servizi per affidamenti di importo pari o superiore a 40mila euro e fino all' intero sottosoglia (per servizi e forniture) e fino a importi inferiori al milione di euro per i lavori. Le concessioni risultano disciplinate esclusivamente dai principi di carattere generale disciplinati dall' articolo 30 del codice dei contratti. In questo senso si è espresso il Tar Sardegna, sezione I, con la sentenza n. 101/2020.

La vicenda Il ricorrente ha impugnato l' aggiudicazione della concessione di 3 macchine distributrici di alimenti e bevande, censurando, tra gli altri, l' invito alla microcompetizione del gestore uscente (poi risultato aggiudicatario) in violazione del principio della rotazione. Circostanza in contrasto - secondo il ricorrente - con l' articolo 36 del codice dei contratti che impone, oltre al rispetto dei più tradizionali principi della trasparenza e della par condicio, l' obbligo della rotazione sia in relazione al pregresso affidatario sia dei soggetti già invitati che, pertanto, non possono essere reinvitati - salvo limitate eccezioni - al procedimento (né risultare affidatari diretti di appalti per la stessa "tipologia" di prestazione).

La sentenza Il giudice non ha condiviso il teorema "demolitorio" dell' aggiudicazione prospettato dal ricorrente. La rotazione costituirebbe vincolo praticamente insuperabile solamente in relazione agli appalti di lavori, forniture e servizi da aggiudicarsi nel sottosoglia (per importi pari o superiori ai 40mila euro) e non anche per le concessioni di servizi come nel caso in esame. Il principio, evidenzia il giudice non è stato infatti «richiamato dall' art. 30 dello stesso Codice , dedicato, tra gli altri, ai contratti di "concessione"». Ma la gara per la «concessione di spazi», con previsione di un «corrispettivo-canone» (in favore dell' amministrazione) non rientra nell' ambito dell' articolo 36 del codice che si riferisce all' esecuzione di lavori-forniture e servizi. L' ambito normativo di riferimento, quindi, per le concessioni di servizi è l' articolo 30, comma 1, del codice dei contratti (Principi per l' aggiudicazione e l' esecuzione di appalti e concessioni.

Il comma in argomento, in effetti, evidenzia che l' affidamento e l' esecuzione degli appalti e delle concessioni deve garantire la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza. Altri principi richimati sono quelli della «libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le modalità indicate nel presente codice». Da questo quadro normativo - prosegue il giudice isolano - non si può affermare, dunque, «la sussistenza di un principio generale di rotazione per "tutti" i contratti (l' art. 36 lo riserva per i contratti aventi ad oggetto lavori-forniture-servizi) includendovi anche le (diverse) gare di affidamento di concessioni (nel caso in esame concessione di spazi), con corresponsione all' Amministrazione di un "canone" in entrata (inferiore alla soglia dei 40.000 euro)». In definitiva, il contratto attivo di conessione di spazi per l' installazione di distributori automatici non è disciplinato dall' articolo 36 del codice, trattandosi di procedure soggette all' applicazione dei soli principi di carattere generale mentre l' obbligo della rotazione «è peculiare per le procedure di gara cd. "negoziate" per l' affidamento di "lavori-servizi-forniture", sotto soglia, alle quali , solitamente, accedono un numero di partecipanti limitato ed inferiore rispetto alle gare "aperte"».

La normativa per i contratti di lavori-servizi-forniture sotto soglia «vuole evitare che vi sia un persistente "reiterato aggiudicatario", operante in una quota di mercato ingiustamente favorita, con l' introduzione del principio di rotazione degli inviti». È bene annotare, in ogni caso, che lo stesso reinvito al pregresso affidatario, in realtà, risultava giustificato con la motivazione per cui «tale società aveva garantito (sino al mese di giugno 2019) affidabilità e idoneità nell' esecuzione delle prestazioni tramite distributori automatici (servizio di erogazione di bevande e di snack), con soddisfazione del livello economico e qualitativo da parte» degli utenti. Da ciò si deve desumere che lo stesso Rup, in fin dei conti per una coerenza del sistema affidamenti, ha ritenuto la concessione soggetta agli obblighi dell' alternanza.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 25.02.2020


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