Ritenute? Sorvegliate speciali

Tipologia
Notizia
Data
13/01/2020

Ritenute sotto osservazione per i contratti di appalto. In sintesi è uno dei chiarimenti in merito alla novità introdotta con il provvedimento denominato comunemente «collegato fiscale» (il dl n. 124/2019 convertito con modifiche e integrazioni nella legge n. 157 del 19/12/2019). Nel provvedimento, l'art. 4 ha introdotto una specifica disciplina in materia di ritenute e compensazioni su appalti e sub-appalti, con l'evidente finalità di contrastare alcuni specifici fenomeni evasivi legati al mancato versamento delle ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente (anche tramite indebite compensazioni). Questa novità ha generato parecchie perplessità tra la platea dei soggetti interessati e, già in sede di prima applicazione, sono emerse alcune criticità di carattere operativo.

La risoluzione. Proprio per fornire delle prime risposte ai molti dubbi emersi, l'Agenzia delle entrate ha diffuso con la risoluzione n. 108/E del 23/12/2019 alcuni chiarimenti che hanno l'indubbio merito di dare alcune indicazioni operative, seppur talune incertezze permangano. Nella prima parte del documento viene riepilogato il testo normativo della disposizione prima richiamata: a questo proposito, si rileva come non vi siano chiarimenti ulteriori sull'esatta definizione dell'ambito oggettivo con riferimento agli aspetti contrattuali. È opportuno ricordare che l'art. 4 stabilisce che sono soggetti agli obblighi di monitoraggio da parte del committente le ritenute che l'appaltatore (o il sub-appaltatore) deve versare con specifico riguardo ai dipendenti impiegati per lo svolgimento delle prestazioni previste dallo specifico contratto. Tuttavia, il testo normativo non si limita a includere solo appalti o sub-appalti, ma anche «l'affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest'ultimo o a esso riconducibili in qualunque forma»: tale estensione (sebbene opportuna per evitare utilizzi di strumentali di altre forme contrattuali differenti dall'appalto, al fine di eludere gli obblighi di controllo), genera qualche incertezza circa i requisiti di utilizzo della manodopera di terzi e dei beni strumentali di proprietà del committente, non specificando se tali elementi debbano sempre essere verificati per tutte le forme contrattuali menzionate dalla norma, oppure se tali requisiti siano necessari solo in presenza di contratti diversi denominati rispetto a quelli puntualmente richiamati dall'art. 4 qui esaminato.

Sul punto, la risoluzione nulla dice, anche se la seconda alternativa sopra prospettata sembra preferibile, soprattutto in considerazione del fatto che garantirebbe maggiori certezze.

Il monitoraggio. Una questione sulla quale la risoluzione dà indicazioni attiene al flusso documentale che intercorre tra il committente e l'impresa appaltatrice/sub-appaltatrice. Questi ultimi devono infatti consegnare entro cinque giorni dalla scadenza per il versamento, copia delle deleghe di pagamento relative alle ritenute effettuate per i lavoratori direttamente impiegati nell'esecuzione dell'opera. Oltre a ciò, deve anche essere predisposto e consegnato (nel medesimo termine) un apposito prospetto con cui l'affidatario deve indicare in dettaglio l'elenco nominativo di tutti i lavoratori, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con lo specifico numero delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione di quanto previsto contrattualmente. Circa tali flussi informativi e la necessità di «spacchettare» i versamenti delle ritenute e i dati da fornire per ogni singola opera (si pensi, a titolo d'esempio, al lavoratore impiegato contestualmente su più opere con committenti diversi), l'Agenzia chiarisce che tale ripartizione deve essere effettuata seguendo parametri oggettivi, indicando in via esemplificativa, il numero di ore impiegate per la specifica commessa. Questo approccio è apprezzabile in quanto non vincola il soggetto affidatario all'utilizzo di uno specifico parametro (cosa che, peraltro, renderebbe molto difficoltosa la ripartizione, in taluni casi), ma si limita a richiedere la condizione di oggettività del parametro, lasciando perciò un certo grado di libertà all'appaltatore, che dovrà al più essere chiamato a dimostrare proprio la connotazione oggettiva del parametro scelto, senza peraltro neanche motivare la scelta di un parametro invece di un altro.

La decorrenza. Un altro tema sul quale interviene il documento di prassi qui esaminato concerne la decorrenza degli obblighi imposti dall'art. 4 del dl n. 124/2019: il testo recita che «le disposizioni si applicano a decorrere dal 2020». Su tale inciso, l'Agenzia delle entrate ha fornito la propria interpretazione su due aspetti. Il primo attiene al momento da cui i versamenti di ritenute rientranti nell'ambito oggettivo sopra descritto devono soggiacere ai nuovi adempimenti, individuando tale epoca a far data dalle ritenute operate a decorrere dal mese di gennaio 2020 (in versamento nel successivo febbraio). Il secondo aspetto riguarda l'individuazione dell'epoca di stipula dei contratti di appalto, sub-appalto e simili per i quali trova applicazione l'art. 4 prima citato: con un'interpretazione meno convincente, l'Agenzia delle entrate ha affermato che i nuovi obblighi riguardano anche i «[…] contratti di appalto, affidamento o subappalto stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020 […]».

Questa impostazione (sebbene sembri tesa a evitare che sfuggano agli obblighi di monitoraggio gli appalti pluriennali), crea alcune ulteriori difficoltà dal punto di vista operativo.

Partendo infatti dalla formulazione dell'art. 4 co.1 secondo cui rientrano in tale disposizione i contratti «che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a euro 200 mila a un'impresa», e abbinandola con l'interpretazione retroattiva offerta dall'Agenzia delle entrate per i contratti già stipulati precedentemente e ancora in essere a gennaio 2020, porta alla conclusione che in siffatte ipotesi il contribuente è tenuto a verificare se è stato raggiunto già nell'annualità precedente, il limite dei 200 mila euro per singolo appaltatore.

A cura di Italia Oggi Sette pag. 12 del 13/01/2020 autori  Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi


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