Coronavirus/ - Anci Toscana, ripartenza con procedure più snelle e minori responsabilità del Rup Coronavirus/ - Anci Toscana, emergenza e ripartenza Rup libero di sbagliare fino al 2022

Tipologia
Notizia
Data
29/04/2020

L' Anci Toscana propone interventi importanti anche in tema di responsabilità del responsabile unico del procedimento prospettando una sorta di franchigia, limitata al momento emergenziale, in tema di danni erariali e una consistente riduzione dei tempi della giustizia.

La responsabilità del Rup Nel documento redatto dall' Anci Toscana che sostanzia, come detto, la proposta di affiancare all' attuale ordinamento giuridico degli appalti una sorta di codice per l' emergenza si pone l' accento anche sui tempi della giustizia amministrativa e sulla responsabilità del Rup quale dominus del procedimento amministrativo contrattuale e dell' esecuzione del contratto aggiudicato. Per un tempo contingentato (per il periodo 2020/2022) l' associazione propone una generale semplificazione «nei ricorsi alla giustizia amministrativa per i contenziosi sorti in fase di gara» agendo, in sintesi, su due fronti. In primo luogo degradando «la responsabilità contabile e amministrativa del Rup, oggi ritenuta eccessiva rispetto alle esigenze preminenti di speditezza amministrativa». Più nel dettaglio si propone, in questa fase, una configurazione della responsabilità erariale del responsabile unico del procedimento solamente in caso di dolo eliminando quindi la responsabilità per la colpa grave.

La proposta, oggettivamente, tiene conto delle difficoltà operative in cui si muove il Rup messo, dal codice dei contratti (articolo 31) e dalle stesse linee guida Anac (linee guida n. 3), al centro dell' attività contrattuale come soggetto non solo «proponente» ma anche organo di verifica e controllo di tutte le fasi dell' attività, compresa, evidentemente, quella dell' esecuzione del contratto. Centralità, tra l' altro, ribadita anche dal predisponendo regolamento attuativo che definisce il Rup come pubblico ufficiale (come del resto, già fanno, le linee guida Anac n.3). La posizione del Rup è sicuramente particolare anche, se non soprattutto, in relazione a una ancora non chiarissima definizione delle competenze e dei poteri. Si allude, in sintesi, alla questione dell' adozione di provvedimenti definitivi lesivi della posizione degli appaltatori e in specie alla possibilità o meno di adottare i provvedimenti di esclusione da parte di un responsabile unico solo funzionario senza poteri dirigenziali/gestionali. Questione che in giurisprudenza ha trovato, spesso, delle conclusioni di segno opposto.

Gli effetti dei ricorsi Le franchigie temporanee in tema di responsabilità del Rup dovrebbero evitare «il blocco alle procedure di appalto in conseguenza dei ricorsi al Tar sulle procedure di gara». In questo modo, quindi, con una degradazione delle responsabilità, l' avvio delle procedure e le decisioni da adottare durante la fase pubblicistica dell' assegnazione degli appalti e in fase di esecuzione troverebbero meno ostacoli e inerzie determinate proprio dal timore sulle conseguenze. Altrettanto importante il secondo ambito considerato che deve essere inciso con disposizioni emergenziali. In questo caso, l' attenzione dell' Anci si concentra sui tempi della giustizia amministrativa con la ribadita esigenza di formalizzate «procedure semplificate e tempi certi (massimo 30 giorni) per la sentenza del giudice amministrativo in caso di ricorso sui procedimenti di gara».

Un contingentamento, quindi, dei tempi del contenzioso in materia di appalti. Nel documento, inoltre, si puntualizza che la stazione appaltante potrebbe procedere direttamente alla stipula del contratto (senza incorrere in alcuna responsabilità) una volta emessa la sentenza favorevole in primo grado. Qualora poi, la sentenza dovesse essere appalleta dall' appaltatore soccombente in primo grado e questi dovesse risultare vittorioso in appello, il giudice amministrativo dovrebbe limitarsi a fissare «un risarcimento all' appellante in misura stabilita dalla legge senza risoluzione del contratto stipulato con l' aggiudicatario». Risarcimento, quindi, che dovrebbe compensare la circostanza di non aver stipulato il contratto. È chiaro che simili disposizioni, per il loro grande impatto, dovrebbero avere già in partenza un previo accordo concertato e una mediazione tra il mondo degli operatori e quello della giustizia amministrativa.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 29/04/2020 – autore STEFANO USAI

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