Bandi, il rimborso spese non limita la concorrenza

Tipologia
Notizia
Data
02/10/2020

Non limita la concorrenza la previsione del rimborso delle «spese di committenza»; la clausola del bando eventualmente provoca pregiudizio al solo aggiudicatario. Lo ha affermato il Tar Campania con la sentenza della prima sezione del 23 settembre 2020 n. 3982. Nella causa, l'Anac aveva eccepito che la previsione del rimborso spese per corrispettivo dei servizi di committenza e di tutte le attività di gara (pari all'1%, nel caso specifico, circa 11.600 euro) potesse essere lesiva della concorrenza e quindi potenzialmente tale da compromettere la partecipazione degli operatori economici; da qui la richiesta di annullamento del bando di gara.

Il Consiglio di stato ha respinto il ricorso, non prima di avere fatto notare che comunque sarebbe stato più corretto impugnare la singola clausola del bando e non l'intero bando. In particolare, i giudici hanno affermato che la clausola del bando non è lesiva della concorrenza in generale, perché produce un pregiudizio esclusivamente nei confronti dell'aggiudicatario. D'altra parte, hanno precisato i giudici, il corrispettivo, peraltro, di esiguo importo, è richiesto solo in caso di aggiudicazione e non in relazione alla mera partecipazione alla gara. Del resto, lo stesso Consiglio di stato recentemente ha dato rilievo alla circostanza che lo strumentale impegno al pagamento del corrispettivo, elevato ad elemento essenziale delle offerte, a pena di esclusione dalla gara, mediante apposito atto unilaterale d'obbligo, secondo quanto previsto dalle medesime disposizioni di gara, è previsto esclusivamente in capo all'aggiudicatario e solo questo può ritenersi danneggiato. Si tratterebbe, inoltre, di danno non derivante dal bando di gara, ma connesso eventualmente alla sola circostanza della richiesta di pagamento della stazione appaltante in caso di rifiuto di pagare opposto dall'aggiudicatario. Il danno inoltre si materializzerebbe con il rifiuto della stazione appaltante di aggiudicare nel caso in cui il pagamento avesse efficacia condizionante.

Da queste considerazioni il Consiglio di stato fa discendere che il bando di gara non può ritenersi lesivo della concorrenza.

A cura di Italia Oggi numero 232 pag.37 del 02/10/2020

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