Richiesta sul Mepa senza costi di manodopera, ok solo se impossibile oggettivamente o con oneri prefissati

Tipologia
Notizia
Data
04/02/2020

Non esclude immediatamente dalla gara l' omissione nell' offerta economica dell' indicazione dei costi della manodopera, in una richiesta di offerte tramite piattaforma Mepa, se gli oneri sono predeterminati in modo fisso e invariabile dalla stazione appaltante oppure se sussiste l' impossibilità materiale per gli offerenti di indicare separatamente la voce. È la massima del Tar Piemonte, sezione I, con la sentenza n. 39/2020 . Il caso Un operatore economico ha contestato la mancata esclusione dei concorrenti che lo precedono in graduatoria rilevando, nelle offerte presentate, l' assenza, in particolare, del costo del lavoro, in violazione dell' articolo 95, comma 10, del codice degli appalti che impone l' adempimento. Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, questa previsione normativa costituisce obbligo inderogabile, anche se non esplicitato nella documentazione di gara, per il principio di eterointegrazione del bando, senza possibilità di attivare il procedimento di soccorso istruttorio. La qualificazione degli oneri della sicurezza e della manodopera, come elementi sostanziali dell' offerta economica non consente, difatti, la sua regolarizzazione postuma. La decisione Il Collegio ha richiamato la sentenza n. 309/2019 della Corte di Giustizia Ue che, pur esprimendo la compatibilità dell' automatismo espulsivo della mancata indicazione degli oneri di sicurezza aziendale e manodopera con i principi di parità di trattamento e di trasparenza di derivazione europea, ha ammesso una eccezione alla regola dell' obbligo dichiarativo nel caso in cui sussista materiale impedimento, per gli offerenti, di indicare separatamente i costi. In questa ipotesi, è ammesso il ricorso al meccanismo del soccorso istruttorio che consente, all' operatore economico , di sanare la carenza dell' offerta e alla stazione appaltante di verificare il rispetto sostanziale della norma , in applicazione dei principi di trasparenza e di proporzionalità. Nella gara oggetto di controversia, il modello di offerta economica è stato carente di un apposito campo per l' indicazione del costo del lavoro. L' oggettiva impossibilità di assolvere a un obbligo di legge che, sulla base della diligenza professionale, ciascun concorrente deve comunque conoscere, giustifica, tuttavia, la mancata portata escludente della norma e diventa presupposto applicativo del soccorso istruttorio. Inoltre, nell' invito a offrire, la stazione appaltante non solo non ha previsto l' adempimento di indicazione separata dei costi della manodopera, ma ha, a priori, predeterminato gli stessi in modo fisso e invariabile. Conseguentemente, i giudici, pur riconducendo la fattispecie al perimetro applicativo del soccorso istruttorio, come ipotizzato dalla Corte di giustizia, hanno ritenuto addirittura lo stesso non necessario, perché i concorrenti non devono specificare nell' offerta un dato già noto alla stazione appaltante; irrilevante, quindi che il modulo predisposto dall' amministrazione ha consentito o meno la modifica e l' indicazione del costo della manodopera. Sotto questo duplice profilo, il ricorso è stato respinto. L' interpretazione fornita dal collegio, in aderenza ai criteri di proporzionalità e ragionevolezza, privilegia, pertanto, con un approccio sostanziale e non legato a rigidi formalismi, il principio della massima partecipazione alle gare e di tassatività delle cause di esclusione, in un quadro normativo nazionale compatibile con il diritto dell' Ue.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 04/02/2020 – aurice Stefania Sorrentino


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