Regolamento appalti, ultima riunione della commissione: testo con 315 articoli

Tipologia
Notizia
Data
19/05/2020

È servito qualche mese in più, anche a causa della pandemia, ma alla fine il lavoro della commissione Mit incaricata di redigere il nuovo regolamento unico di attuazione del codice appalti è arrivato al traguardo. Il compito non era semplice e la sfida ambiziosa: disboscare la fitta tela di decreti ministeriali e linee guida dell' Autorità Anticorruzione per facilitare la vita di stazioni appaltanti e imprese, con un atto di indirizzo univoco, utile ad accelerare gli investimenti. In questi giorni, forse già oggi, i 13 esperti si riuniranno per l' ultima volta. Poi il testo conclusivo sarà rimesso alle valutazioni dei vertici di Porta Pia e del Governo. È chiaro che rispetto a qualche mese fa la situazione è cambiata.

Quella che prima era la priorità numero uno ha finito per perdere posizioni nella scala delle gerarchie immediate. Le imprese, esasperate dalla crisi economica prima e dal lockdown dopo, invocano semplificazioni immediate, non certo un carico di nuove regole. Anche per il Governo l' urgenza ora è dare una risposta con il Dl Semplificazioni, annunciato dal premier e dalla ministra Paola De Micheli. Poi seguirà il nuovo regolamento che ha comunque un iter di approvazione piuttosto lungo. La proposta del Mit deve ottenere il concerto dell' Economia. Poi due passaggi in Consiglio dei ministri, con il parere intermedio del Consiglio di Stato. Insomma, servirà qualche mese per arrivare alla fine.

La bozza intanto è cresciuta di mole. Dai 259 articoli del primissimo testo si è arrivati ai 315 di oggi. Tra le novità va subito segnalato il fatto che il nuovo regolamento non spazzerà via tutte le linee guida dell' Anac. Molte resteranno in piedi e continueranno a fare il loro lavoro di indirizzo per gli operatori del settore. Tra le abrogazioni espresse si fa riferimento soltanto a due "manuali": la linee guida numero 3, con compiti e requisiti del Rup e la numero 4, con le indicazioni di dettaglio per gli appalti sottosoglia. Altro particolare da notare è che per ora non viene previsto alcun periodo-cuscinetto rispetto all' entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Nonostante la mole e l' impatto che un regolamento di questo tipo può comportare sulle gare pubbliche l' entrata in vigore è stabilita in 15 giorni dalla pubblicazione, come un qualunque altro decreto. Il regolamento rimane unico, ma con distinzioni nette nella disciplina dei vari settori (lavori, servizi e forniture, concessioni, beni culturali, settori speciali). Correzioni di rilievo riguardano i piccoli appalti fino a 150mila euro, dove ci saranno procedure ancora più semplificate per le Pa, il recupero del Bim (Building information modelling) trascurato nelle prime bozze, una disciplina più precisa per le riserve con il ritorno della revisione prezzi e,anche, la necessità di una formazione da project manager per i funzionari pubblici (Rup) incaricati di gestire l' assegnazione di lavori complessi.

A cura di Il Sole 24 Ore pa/g.10 del 19/05/2020 di Mauro Salerno

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