Sblocca cantieri da prorogare al 2021

Tipologia
Notizia
Data
21/04/2020

Prorogare le misure del decreto «Sblocca cantieri» a tutto il 2021. Prevedere commissari straordinari secondo il modello Genova non solo per le grandi infrastrutture ma anche per le opere bloccate o in ritardo di competenza degli enti locali. Procedure negoziate per affidamento di lavori fino a 5,2 milioni di euro e proposte in project finance anche per opere già inserite in programmazione. Sono alcuni dei punti del documento «L' Italia e la risposta al Covid-19» predisposto dal dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della presidenza del consiglio.

Il documento costituisce un contributo per la discussione di quanto necessario all' avvio della cosiddetta Fase 2 e che potrebbe essere veicolato nei prossimi decreti e soprattutto nel c.d. «decreto Aprile». Le 150 pagine del documento (ancora non definitivo in alcune parti delle proposte normative) che hanno raccolto anche spunti pervenuti da alcune associazioni di categoria e dagli enti locali, persegue due principali finalità di carattere generale: la semplificazione e l' accelerazione degli investimenti in materia di opere pubbliche e dell' attività amministrativa; da un lato e la crescita economica e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. In questo le tematiche delle infrastrutture ma anche delle piccole opere pubbliche diffuse sul territorio rivestono un ruolo centrale.

In tutto questo del disegno emerge anche l' obiettivo di «ricentralizzare il ruolo del Cipe in materia di investimenti infrastrutturali, associando la programmazione degli interventi più importanti con forme di semplificazione procedurale nelle fasi di approvazione» e «assicurando dei poteri reali di coordinamento e di indirizzo per il Presidente del Consiglio, in materia di programmazione economica del Paese». Particolare attenzione viene riservata anche a due settori trasportistici con un importante ruolo del settore privato, aeroporti e autostrade, sono attualmente fortemente destabilizzati dal crollo del traffico e dalla difficoltà conseguente di aggiornare i piani economici, all' interno dei quali sono calati gli investimenti già realizzati e da realizzare nel breve medio periodo.

Nel documento si mettono in evidenza i positivi effetti derivanti dalle norme di semplificazione introdotte con la legge 55/2019 (cosiddetta Sblocca cantieri) anche in relazione al trend registrato negli ultimi dieci mesi (+16 % la spesa dei Comuni in investimenti e +40% il valore delle gare d' appalto), anche se va detto che l' aumento dei bandi di gara era già iniziato un anno prima del varo del decreto sblocca cantieri. Da ciò la richiesta di prorogare di «almeno un anno» le 54 norme sospese del codice appalti, fra cui: il divieto di appalto integrato (richiesto espressamente, si legge nel documento, anche da Cassa depositi e prestiti), l' obbligo di aggregazione per gli affidamenti di lavori, servizi e forniture per tutti i comuni non capoluogo; l' Albo presso Anac dei componenti delle commissioni giudicatrici; le norme sul subappalto (obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori).

Il tutto «nelle more della definizione del nuovo regolamento unico e del dpcm sulla qualificazione delle stazioni appaltanti». Si propone poi, per la «prosecuzione delle attività di investimento da parte degli enti locali, individuate come di prioritario interesse locale con una o più delibere Cipe» la nomina di commissari che avranno «compiti di riavviare l' esecuzione di lavori sospesi e all' approvazione dei progetti»; stessa cosa per le opere di Rfi e Anas. I commissari però sono quelli modello «Ponte di Genova», sostanzialmente in deroga a tutto il codice appalti o quasi. Interventi importanti vengono proposti anche per gli iter di approvazione dei progetti, in particolare di Rfi e Anas: «l' approvazione dei progetti definitivi è soggetta ad una autorizzazione unica.

I pareri delle amministrazioni e dei soggetti invitati devono essere presentati prima e durante la conferenza unificata ma non oltre». Sul fronte delle procedure di affidamento viene proposto di aggiudicare i lavori con procedura negoziata fino alla soglia europea di 5,2 milioni di euro. Palazzo Chigi propone inoltre di comprimere i tempi di elaborazione e ricezione della documentazione necessaria a supporto dell' analisi della congruità dell' offerta con la produzione già in sede di offerta (con una busta chiusa separata) delle richieste per la verifica della congruità delle offerte (cioè le «spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte». Infine intervenendo sull' art. 106 si propone (pag. 40) di «agevolare l' adattabilità della progettazione a fattori imprevisti». È anche ritenuto necessario procedere al potenziamento del ruolo del promotore di progetti infrastrutturali per accelerare la realizzazione di opere infrastrutturali in project finance, nella fase successiva all' epidemia da Covid-19.

A cura di Italia Oggi pag. 31 del 21/04/2020– autore ANDREA MASCOLINI

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