Decreto Semplificazioni/2 - Enti alla prova delle procedure velocizzate

Tipologia
Notizia
Data
01/07/2020

Gli enti locali possono gestire sino al 31 luglio 2021 gli appalti di lavori, servizi e forniture con procedure molto semplificate, avendo margine per affidare direttamente sino a 150.000 euro e per derogare a molte norme del codice dei contratti pubblici, quando gli affidamenti servono per far fronte alle conseguenze dell' epidemia causata dal Covid-19. Il Dl che sarà approvato giovedì dal Consiglio dei ministri riconfigura per un periodo di un anno i percorsi per l' acquisizione di beni, servizi e lavori, sollecitando le stazioni appaltanti a un impegno straordinario e consentendo alle stesse di velocizzare soprattutto la fase di affidamento. Il Decreto Semplificazioni interviene anzitutto sulle procedure regolate dall' articolo 36 del codice, innalzando temporaneamente a 150.000 euro la soglia entro la quale si può procedere ad affidamento diretto senza particolari percorsi per l' individuazione dell' operatore economico (fissata nel Dlgs 50/2016 a 40.000 euro).

La norma uniforma il particolare valore di riferimento sia per i lavori (per il quale era già stato previsto dalla legge 55/2019, seppure con individuazione dell' operatore economico mediante richiesta di tre preventivi dai 40.000 ai 150.000 euro) sia per i beni e i servizi, per i quali, invece, il quadro di riferimento ridefinito dalla legge di conversione dello Sblocca-cantieri comportava, al di sopra dei 40.000 euro e sino alle soglie Ue, una procedura più strutturata. Dai 150.000 euro sino alle soglie previste dall' artiolo 35 del codice (214.000 euro per beni e servizi, 750.000 euro per servizi sociali e altri compresi nell' allegato IX, 5.350.000 euro per i lavori) le amministrazioni avranno (sempre sino al 31 luglio 2021) la possibilità di utilizzare la procedura negoziata senza pubblicazione di bando, con confronto competitivo (quindi con una gara) con invito rivolto ad almeno cinque operatori economici, individuati mediante indagine di mercato (con avviso pubblico) o estrazione da un elenco di operatori economici, facendo quindi riferimento al format definito dal comma 6 dell' articolo 63 del codice.

La disposizione impatta soprattutto sulle gare per i lavori pubblici, per i quali le norme dell' articolo 36 prevedono dai 150.000 a 1 milione di euro le mini-gare, ma con un maggior numero di operatori economici da invitare, nonché sugli affidamenti tra 1.000.000 di euro e la soglia comunitaria, per i quali è attualmente previsto l' obbligo di effettuare una procedura aperta. Gli enti devono tuttavia prepararsi a gestire l' ancor più significativa semplificazione per gli appalti di valore superiore alle soglie Ue, poichè l' articolo 2 del decreto introduce disposizioni che rendono residuale la procedura aperta. Il nuovo dato normativo, infatti, configura per le stazioni appaltanti la possibilità di utilizzare le procedure ristrette regolate dall' articolo 61 del codice o le procedure competitive con negoziazione, disciplinate dall' articolo 62 dello stesso Dlgs 50/2016, stabilendo anche che il ricorso alla procedura aperta deve essere motivato.

Le amministrazioni, inoltre, nell' area soprasoglia possono fare ricorso anche alle procedure negoziate, sia con gara sia dirette, individuate dall' articolo 63 del codice, sempre che però sussistano i presupposti per il loro utilizzo previste nelle varie fattispecie contenute nella disposizione. Per gli appalti necessari a far fronte alle conseguenze dell' epidemia causata dal Covid-19 le amministrazioni possono applicare la procedura negoziata dell' articolo 63 del codice, ma, soprattutto, in relazione alle gare e ai successivi possono operare in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi ,dei vincoli inderogabili derivanti dall' appartenenza all' Unione europea e dei principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42 del Dlgs 50/2016. Questo ampio spazio di deroga è bilanciato da una serie di disposizioni specifiche che rafforzano gli obblighi di trasparenza degli atti di gara. Le stazioni appaltanti sono chiamate a riassestare la propria organizzazione, poiché lo spazio temporale entro il quale possono operare (sino al 31 luglio dell' anno prossimo) richiede l' avvio e un primo sviluppo di tutte le procedure rallentate o bloccate dall' emergenza sanitaria, nonché di tutte quelle necessarie a rilanciare l' azione degli enti sul territorio, sia per strutture sia per servizi.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 01/07/2020 di ALBERTO BARBIERO

 

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