Principio di rotazione, è strumentale rispetto alla concorrenza

Tipologia
Notizia
Data
12/12/2019

L' operatività del principio di rotazione deve essere coordinata con i valori di rango costituzionale tra cui, in particolare, quelli espressi all' articolo 97, ai quali la pubblica amministrazione è tenuta sempre a uniformare la propria azione per garantire il buon andamento. È questa la pronuncia del Tar Marche, con la sentenza n. 707/2019 , che, partendo dall' analisi della effettiva valenza del principio di rotazione, ha fornito un decalogo per una corretta applicazione dello stesso.

Il caso Il ricorrente ha impugnato l' aggiudicazione del servizio di manutenzione e riparazione veicoli disposta da una stazione appaltante a favore di un operatore economico, quale gestore uscente, contestando la violazione del principio di rotazione degli inviti, inteso a evitare che un precedente aggiudicatario, partecipando alla nuova competizione, si avvantaggi dell' asimmetria informativa che lo privilegia. È in questa ottica che il principio di rotazione si configura come strumento di garanzia concorrenziale, che evita il consolidarsi di rendite di posizione mediante la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra i vari operatori del mercato di riferimento, nel rispetto della par condicio.

La procedura di gara è stata avviata dall' ente con un avviso esplorativo preordinato a acquisire manifestazioni di interesse; sulla base delle candidature presentate, è stata poi indetta una procedura negoziata, con il riscontro del solo operatore ricorrente e dell' uscente. La parte lesa ha evidenziato che, pur considerando che la rotazione non è una prescrizione inderogabile, la stazione appaltante non ha motivato, nei primi atti della procedura, ossia nella determina a contrarre e/o nella lettera di invito, la deroga alla regola, riportata, invece, nel provvedimento finale di aggiudicazione.

La decisione Le censure avanzate, non hanno, per i giudici anconetani, fondamento. Il principio dell' alternanza degli operatori economici si inserisce nel contesto della disciplina degli appalti, quale contrazione della discrezionalità della pubblica amministrazione, per un suo agire imparziale, ma ha carattere relativo; non impone, quindi, alla stazione appaltante, il divieto assoluto di invitare il gestore uscente; una rigorosa applicazione dello stesso, non può costituire, infatti, una non codificata causa di esclusione degli operatori economici dalle gare.

Inoltre, per il consesso, la motivazione alla deroga non può essere esternata nella fase propedeutica alla competizione pubblica, perché ciò consentirebbe di conoscere in anticipo l' identità di uno dei concorrenti, in contrasto con il principio di segretezza di cui all' articolo 53 del codice appalti. D' altronde, la decisione di non applicare il principio di rotazione, può essere correttamente assunta, solo dopo l' analisi del mercato, delle sue potenzialità, rilevando il numero degli operatori interessati.

Il principio di rotazione è servente e strumentale rispetto a quello di concorrenza e deve quindi trovare applicazione nei limiti in cui non incida su quest' ultimo (Tar Toscana, II, n. 816/2017). Nel caso di specie, il mancato invito al precedente affidatario avrebbe determinato il venire meno del confronto concorrenziale, con la presenza di una sola offerta, superiore a quella dell' aggiudicatario, senza un risparmio economico per l' ente e, nell' agire amministrativo, vengono sempre in rilievo i principi costituzionali che impongono alle pubbliche amministrazioni di concorrere all' obiettivo del pareggio di bilancio e ,dunque, al contenimento della spesa pubblica.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 12/12/2019 – autore SUSY SIMONETTI


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