Oggettività obbligatoria per l'affidamento diretto anche sotto i 40mila euro

Tipologia
Notizia
Data
05/03/2020

Nell' ambito degli affidamenti entro 40mila euro, se il responsabile unico, pur potendo procedere con l' assegnazione diretta «pura» ovvero senza la consultazione di due o più preventivi, avvia un procedimento maggiormente formalizzato con valutazione delle offerte, dovrà attenersi ai principi classici dell' evidenza pubblica predisponendo, previamente, criteri oggettivi e trasparenti da utilizzare nella scelta dell' offerta «migliore», a pena di illegittimità degli atti. In questo senso l' ordinanza n. 208/2020 del Tar Lombardia , Milano sezione I.

Il rispetto dei principi di evidenza pubblica Il Tar di Milano ha ripreso la questione della corretta "struttura" del procedimento amministrativo contrattuale dell' affidamento diretto nell' ambito di 40mila euro. Esprimendo, quindi, alcune considerazioni utili al "lavoro" istruttorio del responsabile unico del procedimento chiamato (articolo 31 del codice dei contratti) a organizzare, predisporre e condurre gli atti del procedimento. Nell' ambito di 40mila euro, e quindi nell' ipotesi declinata nella lettera a), comma 2, dell' articolo 36, la stazione appaltante può procedere con l' affidamento diretto «puro» ovvero senza il previo confronto tra preventivi come chiaramente puntualizzato dalla norma.

Ciò non impedisce, evidentemente, al Rup di formalizzare maggiormente il procedimento di «gara» anche in ossequio ai principi della trasparenza e della partecipazione. Qualora, però, valutasse l' opportunità tecnica - per ottenere la prestazione «migliore» possibile, presente sul mercato - la legge di gara dovrà essere «proporzionalmente» adeguata con la chiara indicazione delle regole della micro competizione. In assenza di queste, come si desume dall' ordinanza (che ha sospeso l' efficacia degli atti adottati imponendo la riedizione del procedimento), una valutazione delle offerte presentate non può che ritenersi arbitria.

L' ordinanza Il giudice è stato piuttosto chiaro nel ribadire il senso dell' articolo 36 del codice dei contratti, più nel dettaglio: a) l' articolo 36, comma 2, lettera a), puntualizza che, per importi inferiori a 40.000 euro, può altresì procedersi all' affidamento in via diretta «anche senza previa consultazione di due o più operatori economici»; b) nella fattispecie, la stazione appaltante «ha optato per la adozione di una procedura di selezione aperta al pubblico, senza veruna limitazione soggettiva, con la partecipazione di tutti gli operatori interessati purchè -beninteso- in possesso della qualificazione richiesta per la categoria di riferimento»; c) la indizione di una procedura aperta al pubblico - recte a tutti gli operatori in possesso di determinati requisiti di qualificazione - «impone la osservanza dei principi fondamentali del diritto dell' Unione - per certo applicabili a tutte le procedure pubbliche di selezione ed espressamente richiamati peraltro nel citato art. 36, comma 1, d.lgs. 50/2016 - di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, economicità (cfr., altresì, art. 4 d.lgs. 50/16)».

Perché questi principi possano dirsi effettivamente rispettati, il percorso istruttorio seguito dal Rup non potrà in alcun modo prescindere «dalla preventiva fissazione di regole e principi, benchè non aventi grado di dettaglio stante la natura semplificata della procedura, in grado () da un lato, di orientare in modo non discriminatorio la comparazione tra le offerte e la scelta finale» dall' altro, «di rendere trasparente e conoscibile il processo decisionale in concreto seguito dalla Amministrazione».

La mancata, preventiva, fissazione di regole, pur informali, in grado di rispettare i principi di oggettività e trasparenza nella valutazione e «altresì, della indicazione del valore del servizio» da appaltare, conclude il giudice, non ha «consentito ex ante ai partecipanti di comprendere sulla base di quali concreti elementi la stazione appaltante avrebbe prescelto una determinata offerta e di "rendere immotivata ed apodittica la determinazione di aggiudicazione in favore della controinteressata». Con conseguente sospensione degli atti adottati e obbligo di riedizione del procedimento di affidamento.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 05/03/2020 – autore STEFANO USAI


Loading...