Niente rotazione se il servizio è nuovo per trasferimento dai Comuni all'Unione

Tipologia
Notizia
Data
30/01/2020

Se il servizio viene trasferito all' Unione dei Comuni, il vecchio affidatario - che opera presso i singoli enti aderenti all' Unione - può comunque partecipare alla procedura negoziata semplificata senza subire le conseguenze della rotazione. In questo senso, la pronuncia del Tar Emilia Romagna, sezione II, n. 993/2019. La vicenda Nel caso trattato dal giudice emiliano il ricorrente ha impugnato l' aggiudicazione e gli atti della procedura d' appalto (una «procedura negoziata per l' affidamento del servizio di elaborazione paghe del personale per gli enti aderenti all' ufficio unico del personale» di una Unione dei Comuni) censurando, come secondo motivo, la violazione della rotazione. In sostanza, l' aggiudicataria risultava anche vecchio gestore dello stesso servizio presso alcuni comuni aderenti all' Unione. Il ricorrente fa proprie le classiche motivazioni che, nell' ampio contenzioso che riguarda l' applicazione della rotazione, riguardano il principio della doverosa applicazione dell' alternanza nel sottosoglia comunitario secondo cui, il pregresso gestore del servizio non può essere invitato alla procedura semplificata se non in casi eccezionali da motivarsi debitamente. La stazione appaltante (l' Unione dei Comuni) replica evidenziando che il servizio da aggiudicarsi era di nuova istituzione per cui, concretamente, non è dato individuarsi un pregresso gestore del servizio. La sentenza Il giudice ha rammentato le conclusioni a cui è pervenuta la giurisprudenza in tema di rotazione. In particolare, nella pronuncia ci si sofferma sui casi in cui la rotazione potrebbe non trovare applicazione e quindi nel caso di un mercato non in grado di esprimere proposte economiche circa l' appalto da bandire oppure nell' ipotesi in cui il Rup, pur procedendo con una procedura negoziata semplificata (secondo le dinamiche espresse nell' articolo 36 del codice dei contratti) "apra" sostanzialmente il procedimento a ogni soggetto interessato. È bene ribadire che queste conclusioni non hanno, a ben valutare, un presidio normativo ma sono ipotesi declinate dall' Anac nelle linee guida n. 4 (espressamente dedicate alle acquisizioni nel sottosoglia comunitario) che non risultano ribadite nello schema di regolamento attuativo. L' ulteriore elemento che porta il giudice a ritenere infondato il ricorso - e che, probabilmente, avrebbe dovuto sostanziare la reale ragione per ritenere le censure non condivisibili - è che in realtà, pur vero che il servizio (anche se leggermente diverso) risultava prestato per le singole realtà comunali dallo stesso operatore economico veniva trasferito in seno all' Unione dei Comuni e per questa stazione appaltante, evidentemente, risultava di prima istituzione senza nessun precedente. In sentenza, sul punto, si legge che «nel caso di specie, si condivide anche il profilo di replica in base al quale il servizio, per quanto attiene l' Unione dei Comuni (), non è perfettamente sovrapponibile, è di nuova istituzione e non esiste alcun precedente gestore». In questo caso, pertanto, come anticipato, non si pone neppure una questione di corretta - o meno - applicazione della rotazione. Anche nel nuovo regolamento (articolo 9, comma 2) , sull' obbligo di applicare la rotazione - al netto di situazioni eccezionali debitamente motivate dal Rup - si legge che l' alternanza «degli affidamenti e degli inviti si applica con riferimento all' affidamento immediatamente precedente nei casi in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa avente la stessa prestazione principale rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi». Pertanto, per evitare la rotazione non è sufficiente un semplice scostamento tra tipologia di prestazione ma occorre una differenza sostanziale.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 30/01/2020 – autore STEFANO USAI


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