Linee guida Anac, il Consiglio di Stato ribadisce il carattere non vincolante

Tipologia
Notizia
Data
05/12/2019

Con sentenza n. 7805/2019, il Consiglio di Stato ha nuovamente ribadito la non vincolatività delle Linee guida Anac - le quali, come noto, traggono la propria fonte di legittimazione nella generale previsione di cui al comma 2 dell' articolo 213 del Dlgs n. 50 del 2016 - «di talché le stesse non risultano idonee a rappresentare parametro di legittimità delle determinazioni adottate dalle singole stazioni appaltanti nella fissazione delle regole di gara».

Per quanto qui di interesse, la ricorrente lamentava l' illegittimità, sotto diversi profili, dell' affidamento di un servizio integrato di gestione di impianti tecnologici, contestando, inter alia, l' illegittimità del metodo di attribuzione del punteggio previsto dal bando e dal disciplinare di gara in quanto articolato su cinque coefficienti invece degli undici di cui alle Linee guida Anac n. 2 del 2016.

Il Consiglio di Stato, nello specifico, ha preliminarmente evidenziato come esse, lungi dal fissare regole di carattere prescrittivo, si atteggiano soltanto quale strumento di 'regolazione flessibile', «volto all' incremento dell' efficienza, della qualità dell' attività delle stazioni appaltanti» nonché «ricognitive di principi di carattere generale, ivi compreso quello della lata discrezionalità che caratterizza le scelte dell' amministrazione in punto di individuazione dei criteri di valutazione delle offerte, tra cui anche quelli di attribuzione dei punteggi».

La decisione In buona sostanza, il Giudice di seconde cure - nel richiamare la copiosa giurisprudenza amministrativa formatasi sul punto (si veda Consiglio di Stato n. 6026/2018) - ha sottolineato come le Linee Guida in esame si limitino a fornire ai soggetti interessati «indicazioni sul corretto modo di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa e sull' adempimento dei quali ha poteri di vigilanza, indicazioni che costituiranno parametro di valutazione per l' esercizio di tali poteri e l' adozione dei provvedimenti conseguenti»; da ciò deriva, inoltre, che le Linee guida non sono immediatamente lesive, prendendo spessore l' eventuale lesività solo «all' esito del procedimento instaurato per l' adozione dei provvedimenti conseguenti».

Alla luce di quanto sopra, poi, i Giudici di Palazzo Spada hanno precisato altresì che - proprio per la natura 'non vincolante' delle stesse - i destinatari «ben possono discostarsi dalle Linee guida mediante atti che contengano una adeguata e puntuale motivazione, anche a fini di trasparenza, idonea a dar conto delle ragioni della diversa scelta amministrativa»; pertanto, la violazione delle Linee guida può essere considerata, in sede giurisdizionale, come «elemento sintomatico dell' eccesso di potere, sulla falsariga dell' elaborazione che si è avuta con riguardo alla violazione delle circolari».

Conclusioni In conclusione, il Consiglio di Stato ha riconfermato le proprie statuizioni circa la natura giuridica delle Linee guida Anac, la cui formulazione sposa, in sintesi, una 'finalità istruttiva', richiamando e non parafrasando i precetti normativi, proprio «al fine di evidenziare i punti di essi che necessitano di una scelta interpretativa, secondo le soluzioni adottate».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 05.12.2019 - autore GIANLUIGI DELLE CAVE


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