La marcatura temporale salva l'offerta economica priva di firma digitale

Tipologia
Notizia
Data
07/04/2020

L' offerta economica priva di firma digitale ma in regola con la marcatura temporale deve essere considerata «ragionevolmente ancorché erroneamente, firmata digitalmente» mediante uno strumento e un procedimento che persegue gli obiettivi sostanziali della firma digitale. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1963/2020 riguardo la vicenda di un concorrente che era stato escluso da una gara poichè il file dell' offerta economica, caricato in piattaforma in modo conforme rispetto al timing di gara, era marcato temporalmente ma non firmato digitalmente. Il concorrente si era accreditato sul portale di gara, indicando il proprio legale rappresentante, che ha firmato digitalmente, e si è qualificato con l' accredito ricevuto. Il concorrente ha compilato il modulo dell' offerta scaricato e lo ha restituito con marca elettronica, che aveva acquistato dal fornitore Infocert, firmandosi digitalmente.

Questa marca poteva essere usata solo da lui, a cui era associata sulla base della sua firma digitale. Il Consiglio di Stato ha preso posizione in un contesto giurisprudenziale non ancora definito. Invero un orientamento ritiene inammissibili le domande di partecipazione o le offerte, prive di sottoscrizione. Altra giurisprudenza ha valutato accoglibili le offerte prive di sottoscrizione quando, in base alle circostanze concrete, essere risultano, con assoluta certezza, riconducibili e imputabili a un determinato soggetto o operatore economico (Consiglio di Stato, sentenza n. 4881/2016). Secondo i giudici di palazzo Spada l' offerta economica, corredata dalla marcatura elettronica, era «inviolabile, integra e certa quanto a provenienza» e associata, in modo univoco, alla manifestazione di volontà del legale rappresentante del concorrente che, firmandosi digitalmente, aveva acquistato la marca e l' aveva usata.

La clausola di gara prevedeva l'esclusione delle offerte «non firmate digitalmente e/o non munite di marca temporale», stabilendo che la firma digitale non poteva comunque bastare e che la provenienza da soggetto non accreditato e la mancanza della marcatura avrebbero in ogni caso comportato l' esclusione. Invero l' offerta economica, anche se mancante di firma digitale, era stata accettata dal sistema informatico che aveva inviato una risposta di conferma al concorrente tramite Pec, senza segnalare alcuna anomalia. La marcatura temporale La creazione e l' apposizione di una marca temporale su un documento informatico, digitale o elettronico, avviene tramite un processo che consiste nella generazione, da parte di un Certificatore accreditato, di una firma digitale del documento, a cui è associata l' informazione relativa a una data e a un' ora certa. L' apposizione della marca temporale garantisce l' esistenza di un documento informatico a partire da un certo istante, e la validità nel tempo.

La marcatura temporale è quindi un servizio che associa data e ora certe e legalmente valide a un documento informatico, consentendo di attribuirgli una validazione temporale opponibile a terzi. Esso può essere utilizzato anche su files non firmati digitalmente, parimenti garantendone una collocazione temporale certa e legalmente valida. Invece la firma digitale serve a rendere manifesta e a verificare la provenienza e l' integrità di un documento informatico (Tar Roma, sentenza n. 8605/2019). Il Consiglio di Stato ha evidenziato che, nelle gare telematiche, la conservazione dell' offerta è affidata allo stesso concorrente, che la custodisce all' interno della memoria del proprio personal computer, nella fase che intercorre tra il termine di presentazione e la procedura di upload. L' identità del numero seriale della marcatura temporale, inserita all' atto della presentazione dell' offerta, e quella apposta sull' offerta, nella fase di upload, costituisce un adempimento essenziale al fine di garantire che l' offerta non sia stata modificata o sostituita in data successiva al termine ultimo perentorio di presentazione delle offerte. È stato sottolineato che non si può ricorrere al soccorso istruttorio per sanare un' offerta priva di marcatura temporale (Tar Basilicata, sentenza n. 746 dell' 11 ottobre 2019).

Apposta a un' offerta economica la marcatura temporale dà la certezza del tempo entro cui l' offerta è stata redatta, anche se il file che la contiene viene inviato dopo l' esame della documentazione amministrativa e delle offerte tecniche, entro il termine successivamente indicato dalla stazione appaltante. È stato giudicato legittimo il disciplinare di gara che sanzionava con l' esclusione l' omessa o erronea indicazione della marca temporale. Il Tar Torino, nella sentenza n. 99/2020, ha spiegato che il vizio dell' offerta, non identificabile in modo univoco, è radicale e non consente il soccorso istruttorio. Altrimenti si violerebbe il principio della parità tra i concorrenti e quello di autoresponsabilità. Ogni partecipante alla gara subisce le conseguenze di eventuali errori commessi nella formulazione dell' offerta e nella presentazione della documentazione, in coerenza, come ribadito dall' Anac nella deliberazione n. 173/2019, con esigenze di certezza e celerità dell' azione amministrativa, soprattutto in settori come quello delle gare pubbliche.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 06 Aprile 2020 - autore MARIA LUISA BECCARIA


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