L'apertura postuma della busta con atti amministrativi e non economico-tecnici è solo una irregolarità

Tipologia
Notizia
Data
18/09/2019

Con sentenza n. 6017/2019, il Consiglio di Stato ha chiarito che l' inversione nell' esame delle buste contenenti la documentazione amministrativa e quelle contenenti l' offerta economica/tecnica -qualora non comprometta in modo sostanziale i principi di par condicio , trasparenza, segretezza delle offerte - si sostanza in una «mera irregolarità».

L' approfondimento Il Consiglio di Stato, in particolare, ha preliminarmente specificato come il principio di separazione tra offerta tecnica ed offerta economica (che impone che le offerte economiche debbano restare segrete per tutta la fase procedimentale in cui la Commissione compie le sue valutazioni sugli aspetti tecnici della proposta negoziale) trae fondamento dall' obiettivo di «evitare che elementi di valutazione di carattere automatico possano influenzare la valutazione degli elementi discrezionali e costituisce presidio all' attuazione dei principi di imparzialità e buon andamento dell' azione amministrativa, per garantire il lineare e libero svolgimento dell' iter che si conclude con il giudizio sull' offerta tecnica e l' attribuzione dei punteggi ai singoli criteri di valutazione».

A tal proposito, i Giudici di Palazzo Spada hanno precisato come detto principio si declini in una «triplice regola», vale a dire: (i) la componente tecnica dell' offerta e la componente economica della stessa devono essere necessariamente inserite in buste separate e idoneamente sigillate; (ii) è precluso ai concorrenti l' inserimento di elementi economico-quantitativi all' interno dell' offerta tecnica; (iii) l' apertura della busta contenente l' offerta economica deve necessariamente seguire la valutazione dell' offerta tecnica.

Ciò premesso, il Giudice di seconde cure ha, successivamente, evidenziato come il principio di separazione - unitamente alle relative regole operative - trovi applicazione nei soli in casi in cui sussista effettivamente il pericolo di compromissione della garanzia di imparzialità della valutazione, il che accade solo laddove «concorrano elementi di giudizio a carattere discrezionale (inerenti l' apprezzamento dei profili tecnici e qualitativi della proposta negoziale articolata dagli operatori economici in concorrenza) ed elementi di giudizio a rilevanza obiettiva ed automatica (quali sono quelli della componente economica dell' offerta)»

Il Consiglio di Stato ha, poi, specificato come fuori dalla logica del principio di separazione (ancorato, come detto, al divieto di commistione tra profili tecnici ed economici dell' offerta) si collochi il distinto canone che, avuto riguardo alla attitudine sequenziale ed alla necessaria razionalità procedimentale dell' azione amministrativa, «impone un ordine logico alla varie fasi della complessiva procedura evidenziale, che prevede: a) la previa selezione delle offerte rispondenti ai requisiti di ammissione []; b) la successiva valutazione delle stesse». In buona sostanza, detta 'sequenzialità' subordina la valutazione delle proposte negoziali alla previa verifica di regolarità di formalizzazione dalla domanda, imponendo «l' inclusione della documentazione amministrativa in busta separata (sia da quella contenente l' offerta tecnica, sia da contenente l' offerta economica), da esaminare con priorità ai fini del giudizio di preventiva ammissione».

Conclusioni Alla luce di quanto sopra, dunque, i Giudici amministrativi hanno sottolineato come «mentre l' inversione che interessa i profili economici e quelli tecnici altera inesorabilmente la regolarità della procedura», ciò non accade nel caso in cui l' inversione riguardi l' apertura della busta contenente la documentazione amministrativa, «che non compromette in modo sostanziale i valori in gioco e che (anche alla luce del canone antiformalistico di cui all' articolo 21 octies legge n. 241/1990, che preclude di conferire attitudine invalidante a vizi di ordine meramente formale) deve riguardarsi (anche quando prefiguri violazione di una precisa prescrizione capitolare) quale mera irregolarità».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 18.09.2019 - autore GIANLUIGI DELLE CAVE


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