Il Rup può desumere la congruità dell'offerta anche da giustificazioni sintentizzate in una «paginetta»

Tipologia
Notizia
Data
20/02/2020

Le giustificazioni che l' appaltatore deve fornire per dimostrare la congruità dell' offerta non sono soggette a specifici condizionamenti/vincoli di tipo «quantitativo». L' appaltatore può dimostrare l' affidabilità della proposta tecnico/economica anche sintenticamente e il Rup non è tenuto a indagini vessatorie. È questa l' indicazione fornita dal Tar Lazio, Roma, sezione I, con la sentenza n. 509/2020.

Il caso Il Tar Capitolino è ritornato sull' adempimento istruttorio delle stazioni appaltanti - e in particolae del responsabile unico - in tema di verifica della congruità dell' offerta. Il responsabile del procedimento non è tenuto, e non deve, effettuare indagini «vessatorie/chirurigiche» nei confronti dell' appaltatore dovendo semplicemente esprimersi sull' affidabilità complessiva della proposta. In questo senso, pertanto, sia le giustificazioni sia il riscontro può essere espresso in modo sintentico purchè con un chiaro apparato motivazionale. Non rileva la quantità di giustificazioni prodotte dall' operatore economico. Nel caso trattato, tra le diverse censure, a detta dell' appaltatore «la valutazione finale di congruità del RUP, relativamente alla riscontrata anomalia dell' offerta (), non era sorretta da una motivazione attestante le ragioni per cui le giustificazioni addotte erano state ritenute fondate né risultava se, per svolgere la fase istruttoria, il RUP si era avvalso del "supporto della Commissione", come espressamente previsto dal () Disciplinare».

La decisione Il giudice non ha condiviso l' assunto. In relazione all' adeguatezza dell' istruttoria compiuta direttamente dal Rup o da soggetti da questo delegati (responsabili di procedimento o ufficio di supporto), il collegio ha richiamato « la giurisprudenza prevalente, secondo cui, nelle procedure di gare pubbliche, la valutazione con cui l' Amministrazione condivida le ragioni addotte dall' impresa a giustificazione della propria offerta "anomala" non deve necessariamente essere corredata da un' articolata motivazione e pertanto il giudizio favorevole di "non anomalia" dell' offerta può essere espresso semplicemente "per relationem" nelle stesse giustificazioni presentate dal concorrente (da ultimo e per tutte: Cons. Stato, Sez. III, 17.9.19, n. 6206 e Sez. V, 12.9.19, n. 6161; TAR Puglia, Le, Sez. II, 17.9.19, n. 1481)».

La circostanza poi, di tipo "quantitativo", che i giustificativi corrispondessero a una semplice paginetta non può mai rappresentare un «elemento decisivo, se in essa è sintetizzato il nucleo delle giustificazioni, anche ai sensi delle indicazioni di cui all' art. 97, comma 4, d.lgs. n. 50/16, come avvenuto nel caso di specie». In ogni caso, infine, e ciò vale a dissipare la complessa questione sull' ambito operativo dei compiti del Rup «la competenza a verificare l' anomalia dell' offerta, poi, è esclusiva del RUP, ai sensi dell' art. 97 d.lgs. cit. e la funzione della Commissione rimane di mero supporto (TAR Lazio, Lt, 6.6.18, n. 323)». Da ciò emerge la logica conseguenza per cui il responsabile unico non è obbligato a richiedere l' intervento della commissione di gara risultando l' ipotesi solamente una evenienza rimessa a una valutazione tecnica dello stesso Rup (salvo ipotizzare la previsione di un obbligo esplicitato nel bando di gara).

Il nuovo regolamento attuativo La questione della competenza del Rup sulla verifica della congruità dell' offerta viene ripresa e definita anche nel nuovo schema di regolamento. Nel dettaglio, l' articolo 135 del testo prevede - secondo quanto già evidenziato nelle linee guida Anac n. 3 - che nel caso di appalto da aggiudicarsi con il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, la verifica sia «svolta dal responsabile del procedimento che può avvalersi», della commissione di gara, di una commissione costituita ad hoc o, se costituito, dell' ufficio di supporto di cui all' articolo 31, comma 9, del Codice. Il procedimento amministrativo, poi, è del tutto simile a quello già previsto nel vecchio regime normativo: una volta che la commissione ha individuato le offerte da sottoporre a verifica, si chiude la seduta pubblica e le risultanze vengono trasmesse al Rup che procederà, come detto, o direttamente a richiedere le giustificazioni e ad effettuare la successiva verifica oppure potrà avvalersi dell' istruttoria di altri soggetti/organi (come l' ufficio di supporto) - in posizione di responsabili di procedimento - con adozione del provvedimento finale.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 20/02/2020 – autore Stefano Usai


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