Gare, pesa riassorbimento personale impresa uscente

Tipologia
Notizia
Data
06/12/2019

Il riassorbimento del personale (clausola sociale) è elemento valutabile in sede di offerta tecnica, diversamente da quanto precisato nella linee guida Anac n. 13. La precisazione è contenuta nella risposta fornita dal servizio contratti pubblici del ministero delle infrastrutture ad un quesito del 29 luglio scorso in merito ad un «progetto di assorbimento» del personale di un contraente uscente, in applicazione della cosiddetta clausola sociale. In particolare, il paragrafo 3.5 delle linee guida Anac n. 13 prevede la possibilità di attivare il soccorso istruttorio in caso di mancata presentazione del progetto di assorbimento, il che farebbe pensare, si sostiene nel quesito posto, al suo inserimento nella busta contenente la documentazione amministrativa, poiché l' offerta tecnica ed economica non sono soccorribili. Ciononostante l' oggetto del progetto, invece, non sembrerebbe coerente con la collocazione nella fase amministrativa bensì in quella tecnica.

Al riguardo, il ministero ha inizialmente premesso che la clausola sociale non determina un obbligo generalizzato di riassorbimento del personale del pregresso affidatario. L' applicazione della clausola sociale, quindi, non comporta, da parte dell' appaltatore subentrante, l' obbligo di assorbimento di tutto il personale utilizzato dall' impresa uscente, dovendo tale obbligo essere armonizzato, a pena di illegittimità, con l' organizzazione aziendale prescelta dal nuovo affidatario. In altri termini, il riassorbimento del personale è esigibile nella misura e nei limiti in cui sia compatibile con il fabbisogno richiesto dall' esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione e l' organizzazione del lavoro elaborata dal nuovo appaltatore.

Ciò premesso, nel parere si afferma che il massimo riassorbimento possibile del personale (utilizzato dalla impresa uscente) può essere ottenuto a condizione che il progetto di riassorbimento sia oggetto di valutazione e attribuzione di specifico peso-punteggio da parte della stazione appaltante. A tale proposito quindi il ministero ritiene che questa valutazione attenga più strettamente all' offerta tecnica e non a quella amministrativa (come ipotizzato nel quesito posto). Da ciò deriva la conseguenza che la mancata presentazione del piano di riassorbimento non è soggetta a soccorso istruttorio, con conseguente esclusione dalla gara in caso di mancata presentazione.

La soluzione interpretativa adottata dal ministero trova conforto, si precisa nel parere, anche nella recente disciplina di cui alla legge regionale della Toscana 16 aprile 2019 n. 18 secondo cui (articolo 6) nella definizione degli elementi di valutazione dell' offerta le stazioni appaltanti possono tenere conto anche di misure dirette a favorire il riassorbimento del personale impiegato dall' appaltatore uscente, ovvero il piano di riassorbimento. Lo stesso parere segnala che questo orientamento differisce da quanto si legge nella linea guida Anac n.13, «peraltro non vincolante, secondo cui l' impegno al riassorbimento del personale utilizzato dall' appaltatore uscente trova applicazione specificamente nella fase esecutiva, senza essere oggetto di valutazione alcuna nella fase della gara».

A cura di Italia Oggi del 06.12.2019 pag. 40


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