Gare, imprese inidonee già bloccate col bando

Tipologia
Notizia
Data
29/11/2019

La clausola escludente contenuta in un bando di gara, impugnabile di fronte al Tar, deve essere idonea in concreto a precludere la partecipazione dell' impresa interessata. Lo ha affermato il Consiglio di stato con la sentenza n. 7978 del 22 novembre 2019 della quinta sezione con riguardo all' ammissibilità di un ricorso inerente una causa cosiddetta «escludente» (con riguardo alle clausole attinenti alla necessità di rispettare l' interoperabilità, e cioè il dialogo tra la rete esistente e quella da realizzare in ampliamento), in considerazione della violazione dei principi di massima partecipazione alle gare, imparzialità, parità di trattamento e proporzionalità.

I giudici hanno richiamato la giurisprudenza costante che qualifica come clausole escludenti, immediatamente impugnabili, quelle che prescrivono il possesso di requisiti di ammissione o di partecipazione alla gara, oppure quelle che impongono oneri incomprensibili o sproporzionati, che rendano la partecipazione alla gara incongruamente difficoltosa. Immediatamente impugnabili sono anche le clausole degli atti di gara che precludano una valutazione di convenienza economica, come pure i bandi che presentino gravi carenze nell' indicazione dei dati essenziali necessari per la formulazione dell' offerta.

In sostanza, hanno detto i giudici, il concetto di «clausola escludente» attiene a «qualunque disposizione, contenuta nella lex specialis di gara, che, a prescindere dal suo contenuto (e cioè indipendentemente dal fatto che abbia ad oggetto un requisito soggettivo o un adempimento da assolvere contestualmente alla presentazione della domanda di partecipazione) e della fase di concreta operatività, sia tale da precludere la partecipazione dell' impresa interessata a impugnarla».

Analoga natura escludente lo ha anche la clausola tale «da giustificare una prognosi, avente carattere di ragionevole certezza, di esito infausto della sua eventuale partecipazione», in questo caso da un lato, l' impugnazione del provvedimento che sancisca formalmente l' esclusione o la mancata aggiudicazione sarebbe tardiva e dall' altro lato, la presentazione della domanda di partecipazione rappresenterebbe un adempimento superfluo, se non contraddittorio.

A cura di Italia Oggi pag. 40 del 29/11/2019


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