Gare e rating di legalità, misure compensative

Tipologia
Notizia
Data
25/10/2019

Il rating di legalità non può penalizzare la partecipazione alle procedure di appalto da parte di microimprese, giovani professionisti e società di nuova costituzione; se previsto negli atti di gara occorre che vi siano misure compensative a pena di illegittimità. Lo ha precisato il consiglio di Stato sezione quinta con la pronuncia del 10 ottobre 2019 n. 6907 rispetto ad una vicenda in cui in una lettera di invito era prevista l'attribuzione fino a sei punti per il possesso del rating di legalità (attribuiti all'aggiudicataria), dimostrato attraverso il certificato rilasciato dall'Antitrust, senza prevedere alcuna misura di compensazione.
I giudici hanno analizzato la disciplina dettata dall'articolo 95, comma 13, del codice appalti, che ha lo scopo di coniugare il criterio premiale del rating di legalità con l'agevolazione della partecipazione delle microimprese, delle piccole e medie imprese. Va rilevato che, ai sensi dell'art. 5-ter del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, non possono ottenere il rating di legalità (riservato a imprese costituite da almeno due anni e con un fatturato minimo pari ad almeno 2 milioni di euro.

Nella sostanza, si può anche stabilire che il rating di legalità «pesi» in fase di aggiudicazione, ma in base alla norma si devono anche contemplare criteri per agevolare la partecipazione alle procedure di affidamento per le microimprese, piccole e medie imprese, nonché per i giovani professionisti e le imprese di nuova costituzione. Il consiglio di Stato ha richiamato anche le linee guida n. 2 dell'Anac che hanno evidenziato come «a meno che la stazione appaltante non sappia già, nella predisposizione del bando di gara o della lettera di invito, che alla procedura potranno partecipare solo imprese potenzialmente idonee ad avere il rating, è opportuno che, per il suo utilizzo, vangano introdotte compensazioni per evitare di penalizzare imprese estere e/o di nuova costituzione e/o carenti del previsto fatturato, consentendo a tali imprese di comprovare altrimenti la sussistenza delle condizioni o l'impiego delle misure previste per l'attribuzione del rating».

Nel caso esaminato, la lex specialis ammetteva la partecipazione di imprese con un fatturato non inferiore a un milione di euro, senza che fosse prevista altra misura compensativa, cosa ritenuta dai giudici illegittima.

 

A cura di Italia Oggi del 25.10.2019


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