Danno erariale alla concorrenza se cambia l'oggetto dell'appalto senza nuova gara

Tipologia
Notizia
Data
11/05/2020

Se la stazione appaltante pubblica, dopo aver aggiudicato una gara per il noleggio di beni, procede invece al loro acquisto diretto dallo stesso aggiudicatario senza bandire una nuova procedura competitiva, il dirigente responsabile risponde di danno erariale per pregiudizio alla concorrenza, laddove l' omesso ricorso alle regole dell' evidenza pubblica abbia determinato un mancato risparmio. Lo ha statuito la Corte dei conti del Veneto con la sentenza n. 59/2020 .

Il caso La fattispecie ha riguardato il direttore di un Ipab (istituto pubblico di assistenza e beneficenza) trevigiano al quale il consiglio di amministrazione dell' ente aveva demandato l' indizione di una procedura negoziata, cottimo fiduciario articolo 125 del previgente codice dei contratti pubblici, ora articolo 36 del Dlgs 50/2016, per il noleggio quadriennale di un certo numero di carrelli-terapia ad alta tecnologia, con riserva di riscatto delle medesime attrezzature a un prezzo prefissato al termine del periodo di locazione ove questa opzione fosse stata ritenuta conveniente a insindacabile giudizio della Sa.

Dopo aver provveduto all' aggiudicazione della gara per il noleggio, il dirigente incaricato, di propria iniziativa, in contrasto con il preciso mandato conferitogli dal Cda, ha stipulato con la ditta aggiudicataria, su proposta di quest' ultima, il diverso contratto finalizzato all' acquisto (anziché al noleggio appunto) delle attrezzature in questione, in assenza di una nuova, specifica gara. Il presidente del Cda dell' ente ha segnalato la vicenda alla procura contabile la quale ha esercitato l' azione di responsabilità per danno erariale nei confronti del direttore dell' Ipab, contestandogli in particolare il pregiudizio alla concorrenza che si è concretizzato nella lesione del patrimonio pubblico che consegue all' ingiustificato maggiore esborso o, comunque, al mancato risparmio derivante dalla violazione delle fondamentali norme dell' evidenza pubblica, poste a presidio dell' economicità dell' azione amministrativa attraverso il confronto effettivamente concorrenziale tra aspiranti contraenti.

Il verdetto La Corte dei conti veneta, in accoglimento delle richieste del Pm erariale, pur in pendenza di un parallelo procedimento penale per turbativa d' asta a carico del dirigente in relazione alla stessa vicenda, lo ha condannato a risarcire all' ente di appartenenza la somma di 23mila euro per non aver esperito un' ulteriore gara alla luce dei mutati termini di approvvigionamento del bene (acquisto a titolo definitivo invece che il noleggio) ed aver così comportato un effettivo danno patrimoniale all' ente pubblico.

Dalle risultanze istruttorie è emerso difatti che il margine di guadagno ricavato dalla ditta aggiudicataria dalla vendita dei carrelli-terapia era stato pari al 45 per cento circa del prezzo pagato, percentuale di gran lunga superiore rispetto al normale utile dell' impresa. Anche la sproporzionata differenza di prezzo rispetto a quello pagato da altre Sa pubbliche per prodotti similari (finanche inferiore del 60 per cento) è stato ritenuto un chiaro indicatore di come la mancanza di una valutazione comparativa, da parte dell' acquirente, abbia arrecato inequivocabilmente un pregiudizio alle finanze pubbliche.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 11/05/2020 di DOMENICO IROLLO

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