Coronavirus COVID-19: emergenza cantieri

Tipologia
Notizia
Data
13/03/2020

In considerazione dei provvedimenti adottati per l’emergenza Coronavirus Covid-19, e in attesa di ulteriore decreto governativo chiarificatore sulla sorte dei contratti pubblici in corso di esecuzione (nulla disponendo a riguardo il DPCM 11 marzo 2020), l'ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili - ha fornito le istruzioni operative in materia di lavoro, salute, appalti pubblici ed edilizia privata per le imprese.

Si prevede, nel vademecum, che in fase di gara, qualora vi siano delle procedure bandite ancora pendenti (cioè il cui termine per la presentazione dell’offerta non sia ancora scaduto), e nell’ipotesi in cui si ritenesse che, dall’eventuale continuazione della gara in simili circostanze, si generi il rischio di una lesione dei principi di massima concorrenza, l’impresa interessata può chiedere alla stazione appaltante di adottare formalmente la sospensione della procedura in itinere invocando la facoltà consentita dall’art. 2 del decreto 6/2020, ovvero, una proroga del termini di gara (relativi, ad esempio, alla presa visione dei luoghi, alla presentazione delle offerte o al procedimento di “soccorso istruttorio”, ecc...).

In fase di esecuzione dei contratti, i cantieri possono essere sospesi dalle stazioni appaltanti, ai sensi dell’art. 1, lettere n) e o) del DL n. 6 del 2020 o comunque sulla base dei provvedimenti adottati dal Governo.

In ogni caso, qualora ciò non accadesse e laddove le misure di emergenza adottate dalla stazione appaltante dovessero influire sulla regolare esecuzione dei lavori, l’impresa, al fine di evitare l’addebito di eventuali penali per la maggiore durata dell’esecuzione dei lavori, può sollecitare l’adozione di un provvedimento di sospensione da parte della stazione appaltante, ex art. 107 del Codice dei Contratti, vale a dire per uno dei seguenti motivi:

  1. la sospensione può essere disposta dal Direttore dei Lavori, per il ricorrere di “circostanze speciali che impediscono in via temporanea che i lavori procedano utilmente a regola d'arte, e che non siano prevedibili al momento della stipulazione del contratto”;
  2. la sospensione può essere disposta poi dal RUP per ragioni di necessità o di pubblico interesse.
  3. può essere disposta anche una sospensione parziale, nel caso in cui cause imprevedibili o di forza maggiore impediscano parzialmente il regolare svolgimento dei lavori.

L’emergenza Coronavirus rappresenterebbe, pertanto, una delle circostanze speciali legittimanti la sospensione dei lavori pubblici da parte della committente (rientrando la stessa nell’alveo delle ragioni di necessità o pubblico interesse), in assenza della quale l’impresa dovrà intimarne formalmente la sospensione.

In caso di mancata sospensione dei lavori e di comprovato danno riconducibile all’emergenza “Covid-19”, l’impresa dovrà iscrivere tempestivamente riserva nel primo atto contabile utile.

Ricorda, infine, il Vademecum dell’Ance, che l'esecutore che per cause a lui non imputabili non sia in grado di ultimare i lavori nel termine fissato può anche richiederne la proroga, con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine contrattuale. In ogni caso la concessione della proroga non pregiudica i diritti spettanti all'esecutore per l'eventuale imputabilità della maggiore durata a fatto della stazione appaltante.

Si attendono ora i nuovi provvedimenti, fortemente richiesti da Ance, che consentano alle imprese di fermare i lavori e sospendere i cantieri, “vista l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori”.

 

a cura della redazione di Studio Amica del 13/03/2020


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