Coronavirus/10 - Appalti, avanti le procedure urgenti connesse all'emergenza

Tipologia
Notizia
Data
30/03/2020
Le amministrazioni sono tenute a valutare l'incidenza della situazione emergenziale da Covid-19 sull'esecuzione degli appalti, disponendo la sospensione quando risulti evidente che le particolari condizioni non consentono la prosecuzione dei lavori, dei servizi o delle forniture. Una direttiva del Ministro delle Infrastruttureall'Anas e alle ferrovie, emanata con una nota del 23 marzo, interviene sulla complicata questione, affermando l'applicabilità alle procedure di gara della disposizione contenuta nel comma 1 dell'articolo 103 del Dl 18/2020, che regolala sospensione dei procedimenti amministrativi.
 
La nota chiarisce che la disposizione del decreto legge si applica per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020, a eccezione dei casi per i quali lo stesso articolo 103 prevede l'esclusione, a tutti i procedimenti amministrativi e, dunque, anche alle procedure di appalto o di concessione disciplinate dal Dlgs 50/2016.
 
Il ministero precisa che tali procedure rappresentano la sedes materiae tipica di applicabilità della particolare norma, in quanto la fase di formazione del vincolo contrattuale è retta da regole di diritto pubblico e si sviluppa in una sequenza procedimentale che culmina nell'adozione di un provvedimento di aggiudicazione e nella successiva stipulazione di un contratto.
 
In base a questa interpretazione, i termini inerenti le procedure di affidamento di appalti o di concessioni, già pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, devono ritenersi sospesi per un periodo di 52 giorni (corrispondente al periodo intercorrente tra il 23 febbraio ed il 15 aprile 2020): una volta concluso il periodo di sospensione, i termini sospesi cominciano nuovamente a decorrere.
 
L'applicazione dell'articolo 103 del Dl 18/2020, tuttavia, confligge con la disposizione del codice dei contratti pubblici che regola la definizione e le modifiche dei termini procedurali.
L'articolo 79 del Dlgs 50/2016, infatti, stabilisce al comma 3, i casi nei quali le stazioni appaltanti sono tenute a prorogare i termini per la ricezione delle offerte in modo che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie alla preparazione delle offerte, includendo tra queste anche l'ipotesi nella quale siano effettuate modifiche significative ai documenti di gara.
 
I nuovi termini, inoltre, devono essere pubblicizzati con le modalità con cui sono stati resi noti originariamente e per essi le stazioni appaltanti devono procedere alla modifica nei sistemi informatici (ad esempio, nella piattaforma Anac, con specificazione nel sistema che gestisce il codice identificativo gare).
 
In base a quanto previsto dal secondo periodo del comma 1 dell'articolo 103 del Dl 18/2020 (il quale stabilisce che le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti), è opportuno che le amministrazioni ridefiniscano i termini per ogni singola procedura, tenendo in considerazione vari elementi rilevanti, come la durata potenziale del periodo emergenziale e la durata potenziale delle misure limitative alle attività, che determina notevoli difficoltà per gli operatori economici, sia in relazione agli aspetti amministrativi sia in ordine a quelli organizzativi.
 
Le stazioni appaltanti possono, peraltro, portare a termine le procedure urgenti, soprattutto quelle connesse alle esigenze della situazione emergenziale.
 
A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 30 Marzo 2020 
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