Conferme sui vincoli della rotazione

Tipologia
Notizia
Data
28/11/2019

Lo schema di regolamento non detta particolari novità in tema di rotazione alla cui declinazione pratico/operativa dedica l'articolo 9. A ben vedere la disposizione si limita a ribadire quanto già esplicitato nelle linee guida Anac n. 4.

La rotazione
Il primo comma dell'articolo ribadisce che gli affidamenti e l’esecuzione in ambito sotto soglia di cui all'articolo 36 del codice devono avvenire nel rispetto del principio della rotazione. La disposizione attuativa pone la questione degli inviti (a cui, anche, si applica la rotazione) solo con il secondo comma precisando – come già fatto dall'Anac con le linee guida n. 4 - che la regola dell'alternanza «si applica con riferimento all’affidamento immediatamente precedente nei casi in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa avente la stessa prestazione principale rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi». Deve trattarsi quindi di continuità di affidamento almeno "analogo" a prescindere dalle modalità utilizzate per il precedente affidamento (quindi anche se avvenuto con gara pubblica a cui segua una procedura negoziata e/o affidamento diretto).

La possibilità di non applicare la rotazione
Anche il regolamento ammette la possibilità di veicolare l'applicazione della rotazione come già suggerito dall'Anac. In particolare, si riprende il passo delle linee guida in cui si precisa che «la stazione appaltante, con proprio provvedimento, può ripartire gli affidamenti in fasce in base al valore economico e in relazione al settore merceologico e alle prestazioni principali. In tale caso la rotazione si applica con riferimento a ciascuna fascia e settore».C ome già evidenziato dall'autorità Anticorruzione si deve ritenere che il "provvedimento" della stazione appaltante non possa che essere un regolamento ad hoc. Costituito magari dal regolamento sui contratti o il regolamento che disciplina le acquisizioni in ambito sotto soglia finalizzato a uniformare i comportamenti dei vari Rup all'interno della stessa stazione appaltante.

Le deroghe
I commi 4 e 5, che chiudono l'articolo in commento, sono invece dedicati alle "deroghe" ovvero ai casi in cui il Rup, con debita motivazione, può non applicare la rotazione. In particolare, ciò può accadere in «casi eccezionali e debitamente motivati con riferimento alla particolare struttura del mercato e alla riscontrata effettiva assenza di alternative». In questo caso, come già si spiega nelle linee guida n. 4, il contraente uscente «può essere reinvitato o essere individuato quale affidatario diretto, (…) tenuto conto altresì del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale e della competitività del prezzo offerto».
La particolare struttura del mercato può costituire elemento istruttorio per il Rup per giustificare il re-invito. Allo stesso modo, utile per la motivazione possono essere anche i riferimenti alle caratteristiche dei fabbisogni da soddisfare. In tale contesto, l’operatore economico invitato e non affidatario del precedente affidamento può essere reinvitato.
Il regolamento poi viene adeguato alla novità introdotta dalla legge 145/2018, ovvero alla possibilità di procedere extra mercato elettronico per acquisti di beni/servizi di importo inferiore ai 5mila euro (tranne che per i beni/servizi informatici per i quali insiste l'obbligo di utilizzare il mercato elettronico).
Il quinto comma, in questo senso, prevede che il Rup può derogare alla rotazione per gli affidamenti di importo inferiore a 5.000 euro previa motivazione nella determina a contrarre o in atto equivalente.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 27.11.2019 - autore Stefano Usai


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