Concorsi, i progettisti da indicare nell'offerta

Tipologia
Notizia
Data
10/07/2020

In una gara di progettazione è legittima l' indicazione di un professionista che non sia legato da alcun rapporto diretto con il concorrente, purché siano indicate analiticamente nell' offerta le relative specifiche attività e le connesse necessarie qualificazioni professionali. È quanto ha chiarito il Servizio contratti pubblici (Scp) del ministero delle infrastrutture e dei trasporti con la risposta n. 632 del 22 marzo 2020 a un quesito di una stazione appaltante che aveva chiesto se fosse legittimo indicare, in un gruppo di lavoro per una gara di progettazione, il nominativo di un professionista che non sia legato da alcun rapporto diretto con il concorrente, oppure se fosse necessario che esso sia o un socio professionista attivo di società tra professionisti o di società di ingegneria, un dipendente, un consulente munito di partita Iva a condizione che abbia fatturato nei confronti dell' operatore economico dichiarante una quota superiore al 50% (cinquanta per cento) del proprio fatturato annuo, risultante dalla dichiarazione Iva.

Il ministero ha chiarito che occorre distinguere tra fase di accesso alla gara (dimostrazione dei requisiti) o fase di offerta: se il gruppo di lavoro non concorre alla soddisfazione dei requisiti di partecipazione (ad esempio tramite un raggruppamento temporaneo di impresa), ma solo all' offerta tecnica (quindi all' ottenimento del punteggio tecnico), è possibile che i soggetti indicati nel gruppo di lavoro non abbiano rapporti «stabili» con i concorrenti.

Infatti, da un lato, l' art. 46 del dlgs 18/04/2016 n. 50 ammette alla partecipazione alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all' architettura e all' ingegneria tra gli altri: lett. a), i professionisti singoli, associati e alla lett. e), i raggruppamenti temporanei costituiti dai soggetti di cui alle lettere da a) ad d); dall' altro, l' art. 24, comma 5 del codice prevede espressamente che «indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario l' incarico è espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede di presentazione dell' offerta, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali».

Per il ministero è quindi sufficiente che l' offerta indichi analiticamente i singoli professionisti designati, le relative specifiche attività e le connesse necessarie qualificazioni professionali, non essendo in questo caso richiesto che, tra gli stessi, intercorra un rapporto associativo o di dipendenza. È pertanto legittima l' indicazione di un professionista che non sia legato da alcun rapporto diretto con il concorrente, purché siano indicate analiticamente nell' offerta le relative specifiche attività e le connesse necessarie qualificazioni professionali. La questione era sorta dalla lettura della sentenza del Consiglio di stato (sezione V, 8 aprile 2019, n. 2276) in cui si afferma che «dalle predette disposizioni è dunque evidente che non vi è alcun obbligo di inserire il professionista nel raggruppamento temporaneo di professionisti ma è necessario, e sufficiente, che l' offerta indichi analiticamente i singoli professionisti designati, le relative specifiche attività e le connesse necessarie qualificazioni professionali».

 

A cura di ItaliaOggi del 10.07.2020 - pag. 41

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