Atti di gara: chiarimenti sì, senza interpretazioni

Tipologia
Notizia
Data
08/01/2021

I chiarimenti della stazione appaltante sugli atti di gara sono legittimi se contribuiscono a rendere più comprensibile il significato delle clausole dei singoli atti ma non se attraverso la loro interpretazione si attribuisce una portata diversa e maggiore di quella del testo «interpretato». Lo ha precisato il Consiglio di Stato sezione quarta con la sentenza del 15 dicembre 2020 n. 8031. A base di questa conlusione i giudici di Palazzo Spada pongono «le preminenti esigenze di certezza connesse allo svolgimento delle procedure concorsuali di selezione dei partecipanti»: in base ad esse occorre ritenere di stretta interpretazione le clausole del bando di gara, Da questo deriva che risulta preclusa, si legge nella sentenza, qualsiasi lettura che non sia in sé giustificata da un'obiettiva incertezza del loro significato letterale.

In definitiva, i chiarimenti della stazione appaltante sono legittimi laddove costituiscono «interpretazione autentica con cui l'amministrazione spiega la propria volontà provvedimentale, meglio delucidando le previsioni della lex specialis: ciò è tuttavia consentito soltanto nelle ipotesi in cui non sia ravvisabile un conflitto tra le delucidazioni fornite dall'amministrazione ed il tenore delle clausole chiarite, in caso di contrasto dovendo darsi prevalenza alle clausole della lex specialis e al significato desumibile dal tenore delle stesse, per quello che oggettivamente prescrivono. Non è invece ammesso che mediante l'attività interpretativa si giunga ad attribuire a una disposizione del bando un significato e una portata diversa o maggiore rispetto a quella che risulta dal testo. Infatti, hanno detto i giudici, «in tema di gare pubbliche le uniche fonti della procedura sono costituite dal bando di gara, dal capitolato e dal disciplinare, unitamente agli eventuali allegati: ne consegue che i chiarimenti auto-interpretativi della stazione appaltante non possono né modificarle né integrarle, assumendo le previsioni della legge di gara carattere vincolante». Le fonti, ha concluso la sentenza, devono essere interpretate e applicate per quello che oggettivamente prescrivono, senza che possano acquisire rilevanza atti interpretativi postumi dell'amministrazione aggiudicatrice.

A cura di Italia Oggi numero 005 pag.35 del 08/01/2021

Allegati:


Loading...