Bandi a misura di corruttore

Tipologia
Notizia
Data
21/11/2019

Gare su misura per favorire i contraenti-corruttori invece che assegnazione diretta dell'appalto. È così che la corruzione opera nell'ambito della contrattualistica pubblica, come rilevato dal rapporto pubblicato dall'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione lo scorso 17 ottobre. Dal report, intitolato «La corruzione in Italia (2016-2019) - Numeri, luoghi e contropartite del malaffare», emerge che «su 113 vicende corruttive inerenti l'assegnazione di appalti, solo 20 riguardavano affidamenti diretti (18%)», mentre in tutti gli altri casi sono state realizzate gare strutturate su bandi definiti «sartoriali» dall'Autorità anticorruzione, che segnala «l'esistenza di una certa raffinatezza criminale nell'adeguarsi alle modalità di scelta del contraente imposte dalla legge per le commesse di maggior importo».
Il documento in esame, redatto sull'analisi dei provvedimenti emessi dall'Autorità giudiziaria negli ultimi tre anni, offre un «quadro dettagliato, benché non scientifico né esaustivo, delle vicende corruttive in termini di dislocazione geografica, contropartite, enti, settori e soggetti coinvolti». Nel triennio esaminato, la magistratura penale (inquirente e giudicante) ha emesso 152 provvedimenti per ipotesi di corruzione riscontrate sull'intero territorio nazionale. Dal punto di vista geografico, significativo il dato che riguarda la Sicilia, dove sono stati registrati 28 casi (18,4% del totale) che corrispondono quasi alla totalità di quelli riscontrati in tutte le regioni del nord Italia (29). Dopo la Sicilia, troviamo il Lazio (22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14).

Dal 2016 al 2019, le Autorità inquirenti hanno emesso 117 ordinanze di misura cautelare per ipotesi di corruzione nell'ambito degli appalti pubblici, settore meno impermeabile ai fenomeni corruttivi (74% della totalità dei casi rilevati), considerati soprattutto gli interessi che ruotano intorno agli ingenti volumi economici. Per quanto riguarda poi le modalità operative di gestione illecita degli appalti, la maggior parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte preferisce abbandonare il criterio discrezionale dell'assegnazione diretta per ricorrere a vere e proprie procedure di gara, ritagliate però su misura del contraente prescelto (93 casi su 113 riscontrati). Il meccanismo della gara, in apparenza del tutto fisiologico, è ovviamente finalizzato a rendere meno tracciabile l'esistenza del rapporto illecito tra il corruttore e il singolo pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio.

Proprio con riferimento al soggetto pubblico, il rapporto Anac descrive anche i profili delle 207 persone sottoposte alle indagini per corruzione nel periodo 2016-2019, la metà delle quali appartiene all'apparato burocratico in senso stretto: più nello specifico, 46 dirigenti, 46 funzionari e dipendenti, ai quali si aggiungono 11 rup (responsabile unico del procedimento).

Gli esponenti del potere politico, tradizionalmente più sensibili alle dinamiche corruttive (si pensi al fenomeno durante la cosiddetta Prima Repubblica), risultano ora meno attivi, nonostante i numeri e le statistiche non siano certamente trascurabili: 47 politici indagati (23% del totale) nel periodo in esame, di cui 43 arrestati e tutti operativi in ambito comunale: 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori e 7 consiglieri. I comuni, dunque, rappresentano il terreno politico ove è maggiore il rischio di queste condotte delittuose, come emerge anche dall'analisi della tipologia delle amministrazioni in cui si sono verificati i più rilevanti episodi di corruzione tra i 152 censiti: 63 nei municipi (41%), 24 in società partecipate (16%), 16 in aziende sanitarie (11%).

Sullo specifico versante dello scambio corruttivo, nonostante il denaro continui a rappresentare il principale strumento dell'accordo illecito (48% delle vicende esaminate) soprattutto quando si tratta di piccoli importi (da 50 euro a 3 mila euro), l'Anac ha denunciato la presenza di «nuove e più pragmatiche forme di corruzione», che si traducono nella cosiddetta smaterializzazione della tangente, organizzate per impedire più facilmente la tracciabilità delle somme illecitamente percepite.

In questi casi, il posto di lavoro rappresenta, come si legge nel rapporto, «la nuova frontiera del pactum sceleris» soprattutto nel sud Italia dove l'accordo corruttivo si è perfezionato, nel 13% dei casi, attraverso l'assunzione di coniugi, congiunti o soggetti comunque legati al funzionario corrotto. Sempre con riferimento a modalità corruttive che non prevedono l'utilizzo diretto del contante, si ricordano l'assegnazione di prestazioni professionali sotto forma di consulenze a persone o società riconducibili al corrotto, benefit di diversa natura (benzina, pasti, soggiorni), oltre a svariate tipologie di ricompense (ristrutturazioni edilizie, riparazioni, servizi di pulizia, trasporto mobili, lavori di falegnameria, giardinaggio, tinteggiatura) che talvolta sono consistite anche in prestazioni di natura sessuale.

Le contropartite sopra elencate, soprattutto quelle di modesto valore, indicano come la funzione pubblica, in presenza di determinati fattori condizionanti, possa facilmente deviare rispetto al fisiologico percorso istituzionale.

L'attuale e complessa fenomenologia riscontrata in tema di corruzione, infine, ha portato l'Anac a sottolineare l'esigenza di mettere in atto «…un'azione combinata di strumenti preventivi e repressivi, che possano operare secondo comuni linee di coordinamento ed integrazione», alcuni dei quali sono già stati adottati nel nostro ordinamento: a titolo esemplificativo, si ricordano la legge Severino (2012), il progressivo inasprimento delle sanzioni penali, il meccanismo del whistleblowing e la possibilità di estendere le operazioni sotto copertura anche ai delitti contro la pubblica amministrazione. È ovvio che l'efficacia di un sistema calibrato su prevenzione e repressione di questo particolare fenomeno criminale non possa prescindere da un reale e profondo cambiamento culturale nel nostro Paese.

 

A cura di  ITALIAOGGI SETTE - NUMERO 272 PAG. 15 DEL 18/11/2019


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