Azienda in concordato può partecipare a gara

Tipologia
Notizia
Data
08/05/2020

In una gara pubblica, la partecipazione dell'impresa in concordato con riserva è consentita nei limiti in cui l'autorizzazione del Tribunale fallimentare, che accerti la capacità economica della stessa di eseguire l'appalto, intervenga nel corso della procedura di gara. È quanto ha stabilito l'Anac (Autorità anticorruzione) con la deliberazione del 22 aprile 2020 n. 362 che precisa la precedente delibera 34/2020.

Sul punto, l'Autorità ha richiamato quanto specificato dal Consiglio di Stato per il quale l'autorizzazione del tribunale fallimentare a partecipare a procedure di affidamento di contratti pubblici, prevista dall'art. 186-bis, comma 4 legge fallimentare nei confronti dell'impresa in concordato preventivo con continuità aziendale può intervenire anche nel corso della procedura di gara e può riguardare anche la versione del concordato con riserva o «in bianco» (nella versione dell'articolo 80, comma 5, lettera b) del dlgs 50 del 2016 applicabile all'epoca della gara, prima del decreto Sblocca cantieri).

L'autorizzazione del magistrato contiene infatti l'accertamento che tale partecipazione, in vista della successiva acquisizione della commessa pubblica, è conforme agli interessi dei creditori, perché tale da non pregiudicare la solvibilità dell'impresa in concordato. Da ciò deriva che l'accertamento della capacità dell'impresa di assumere l'appalto pubblico e di portarlo ad esecuzione, anche se intervenuto in corso della procedura di gara, risale comunque al momento in cui quest'ultima ha presentato la domanda di concordato.

L'Anac ha poi notato che il supremo consesso di giustizia amministrativa ha ritenuto tuttavia che «il fatto che l'autorizzazione giunga a gara ormai conclusa fa sì che l'accertamento dell'esistenza di tale causa ostativa alla partecipazione sia divenuto definitivo». Infatti, l'eccezione al principio di continuità dei requisiti, ha affermato in generale dalla costante giurisprudenza amministrativa, di cui beneficiano le imprese in concordato con continuità aziendale in base all'art. 80, comma 5, lett. b), del codice dei contratti pubblici, in deroga al divieto per le altre procedure concorsuali opera in quanto l'autorizzazione del tribunale intervenga prima della conclusione della fase ad evidenza pubblica.

Una volta definita quest'ultima, restano invece irrilevanti per l'amministrazione le vicende intervenute nella sfera soggettiva dell'operatore economico. 

Una ulteriore considerazione che l'Anac ha ricavato riguarda il fatto che eventuali dilazioni non possono essere riversate sull'amministrazione, dal momento che «l'equo bilanciamento dei contrapposti interessi, in relazione al quale il dato fondamentale da tenere in considerazione è che si discute di un'impresa in stato di crisi che nondimeno aspira ad eseguire un appalto pubblico, in deroga alle regole generali sui requisiti di partecipazione alle relative gare, induce a ritenere che debbano essere posti a carico di quest'ultima i rischi connessi ai ritardi con cui sia rilasciata l'autorizzazione del tribunale fallimentare rispetto alla definizione del procedimento di gara e non già sull'amministrazione, estranea alla procedura concorsuale ed interessata a contrarre con un soggetto di cui sia certa la capacità economica e finanziaria per aggiudicarsi un contratto».

A cura di Italia Oggi pag. 39 del 08/05/2020

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