Appalti, un ristoro ai creditori

Tipologia
Notizia
Data
15/11/2019

Crediti insoddisfatti dei subappaltatori, subaffidatari e subfornitori nei confronti dell' appaltatore pagati nella misura massima del 70% grazie al Fondo salva opere, che si applicherà alle gare di lavori oltre i 200 mila euro e a quelle di forniture e servizi oltre i 100 mila euro connesse alla realizzazione di lavori. Il Fondo è alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5% del valore del ribasso offerto dall' aggiudicatario delle gare. Per quest' anno il tesoretto del Fondo stanziato dallo stato è di 12 milioni di euro, che diventeranno 33,5 il prossimo anno. Il decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti attuativo dell' articolo 47, comma 1-quater, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, recante «Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi», è ormai in dirittura, ed è stato oggetto di parere (n. 2687/2019, positivo con osservazioni) da parte del Consiglio di stato. Il provvedimento individua , in conformità alla normativa primaria, i soggetti che possono accedere alle risorse del Fondo salva opere, definendo, secondo i criteri posti dall' articolo 47 del decreto legge 34 del 2019, il relativo ambito di applicazione, tanto sul piano oggettivo, tanto su quello soggettivo. Il regolamento inoltre delinea il procedimento che deve essere seguito dai beneficiari delle risorse al fine di ottenere la certificazione dei propri crediti, indicando le modalità di proposizione della relativa istanza, la documentazione da allegare alla stessa e il destinatario. Vengono poi individuati i criteri di erogazione delle risorse per le ipotesi nelle quali le stesse risultassero insufficienti rispetto al numero di istanze presentate, prevedendo la formazione di piani di graduazione delle medesime con cadenza semestrale. Infine viene attribuito al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, presso il quale il Fondo è istituito, il compito di valutare eventuali osservazioni degli aventi diritto ove l' amministrazione aggiudicatrice non provveda sull' istanza di certificazione del credito entro un determinato termine ovvero la disattenda, in tutto o in parte. Il parere dei giudici di palazzo Spada sottolinea come il decreto stabilisca che le disposizioni relative al Fondo si applicano alle gare di appalti pubblici di lavori, la cui base d' asta, come detto sopra, è pari o superiore a 200 mila euro e alle gare di appalti pubblici di servizi e forniture connessi alla realizzazione di opere pubbliche, la cui base d' asta è pari o superiore a 100 mila euro, bandite a far data dal 30 giugno 2019. Una previsione che , dice il parere, pur non conforme alla normativa primaria (laddove non è rinvenibile alcun riferimento agli appalti pubblici di servizi e forniture «connessi alla realizzazione di opere pubbliche»), risulta rispettosa delle finalità dell' intervento legislativo e conforme al parametro di ragionevolezza. Per il resto si suggeriscono alcuni aggiustamenti sulle le varie fasi del procedimento di accesso al Fondo, ivi comprese quelle di presentazione delle istanze dei creditori e di certificazione dei crediti. Per esempio, si rileva che, poiché il soddisfacimento dei crediti certificati avviene comunque nei limiti delle disponibilità del Fondo, non sarebbe di competenza dell' ente certificatore fissare l' importo del credito ammesso al Fondo, né quello della percentuale massima richiamata dalla fonte primaria.

A cura di Italia Oggi pag. 33 del 15/06/2019 – autore -ANDREA MASCOLINI


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