Appalti, soluzioni gestionali per contabilizzare l'anticipazione del 20%

Tipologia
Notizia
Data
04/12/2019

La modifica all' articolo 35, comma 18, del Dlgs 50/2016 che ha esteso alle forniture di beni e servizi la possibilità per l' appaltatore di richiedere un' anticipazione sul prezzo fino al 20% del valore del contratto, ha amplificato alcune problematiche operative nella contabilità degli enti locali ( si veda anche Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 2 dicembre ). Da un punto di vista gestionale l' operazione, di natura sostanzialmente finanziaria, si pone nell' ambito di un contratto di appalto già finanziato nel bilancio autorizzatorio del Comune e deve garantire la correttezza dell' informazione contabile trasmessa ai vari livelli e canali informativi (piano dei conti, Siopeplus, Bdap, Cup) oltre che la comparabilità dei dati nel tempo.

L' esame congiunto di questi aspetti, valutati secondo i principi contabili sanciti dal Dlgs 118/2011, non può che far propendere per la gestione dell' anticipazione nell' ambito delle codifiche relative alle concessioni del credito (Titolo 3° della spesa) auspicando la creazione di una classificazione ad hoc per queste tipologie di operazioni, anticipazione che verrà recuperata mediante regolazione contabile che imputa la spesa della prestazione al capitolo dell' opera/bene/servizio (Titolo 1° o 2° a seconda della sua natura) vincolandola a reversale al titolo 5 dell' entrata.

Una gestione contabile diversa da quella rappresentata può infatti comportare le seguenti problematiche. Per gli anticipi sui lavori , posto che il valore del quadro economico è un importo dato e finanziato e che l' anticipazione erogata ha ridotto la disponibilità del quadro economico, l' esigenza di ripristino del q.e. conseguente a una escussione di polizza non potrà che passare per una variazione di bilancio, con le problematiche legate alle tempistiche e a una non corretta rappresentazione della spesa del q.e. Nel caso di servizi , invece, in cui la spesa è regolata da dinamiche di finanziamento diverse, ben peggiori potrebbero essere le conseguenze, con il rischio peraltro sulla tenuta degli equilibri di bilancio.

Pensiamo infatti al caso di un contratto pluriennale di importo significativo, imputato in base al Dlgs 118/2011 secondo la resa della prestazione, che decorre dal 1° novembre: il primo anno una spesa di 200, 1.200 per ognuno dei 5 anni successivi e 1.000 per il periodo gennaio/ottobre del 6° anno. L' imputazione dell' anticipazione all' originario impegno, comporterebbe nel primo anno la necessità di uno stanziamento almeno pari a 1.440 (20% di 7.200) a fronte di uno stanziamento di 200.

I problemi che ne conseguono possono pertanto così riassumersi: a) difficoltà a trovare la copertura, con la conseguenza che una mera esigenza finanziaria potrebbe tradursi anche in un problema di equilibri di bilancio; b) violazione del principio di competenza finanziaria potenziata; c) necessità di gestione delle rettifiche di costo pur non essendo in presenza di una prestazione a pagamento anticipato (quale ad esempio un contratto di locazione) ma di un' anticipazione sul prezzo; d) distorsione della rappresentatività delle dinamiche di bilancio che non vedrebbe un andamento lineare degli stanziamenti. I problemi evidenziati impongono quindi di considerare le anticipazioni una misura di carattere finanziario da gestire all' interno delle partite di natura finanziaria, sicuramente ampliando a queste situazioni le fattispecie già previste nel piano dei conti finanziario per la «Concessione di crediti» e «Riscossione di crediti». (*) Direttore Finanziario Comune di Treviso (**) Direttore Direzione Finanziaria Comune di Venezia

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del Mercoledì, 04 Dicembre 2019 - autore STEFANIA BASSI E NICOLA NARDIN


Loading...