Appalti pubblici, mercato +22%

Tipologia
Notizia
Data
24/01/2020

Nel secondo quadrimestre 2019, sesto risultato positivo consecutivo, cresce il mercato degli appalti: +22% in valore (circa 68 miliardi), anche se le dinamiche positive sono meno evidenti per la fascia di appalti oggetto di semplificazione normativa (+9,4%); forte spinta dagli accordi quadro emessi da alcune centrali di committenza nel settore delle forniture, spesso anche di importo particolarmente rilevante; le amministrazioni centrali dello Stato affidano il 43% del totale dell' importo. La Regione più virtuosa è la Lombardia che ha messo in gara 7,2 miliardi di appalti. Sono questi i dati principali contenuti nel secondo rapporto quadrimestrale dell' Anac che mette in fila le informazioni ufficiali relative a informazioni dati nella Bdncp (banca dati nazionale dei contratti pubblici) aggiornati alla fine del mese di dicembre 2019.

Tutti i dati fanno riferimento alle procedure di affidamento (bandi e inviti di importo a base di gara pari o superiore a 40 mila euro) cosiddette perfezionate, per le quali cioè è stato pubblicato un bando (nel caso di procedure aperte), o è stata inviata una lettera di invito (nel caso di procedure ristrette o negoziate), ovvero è stata manifestata la volontà di affidare l' appalto (nel caso di affidamenti diretti). Dalla lettura del rapporto divulgato questa settimana nel secondo quadrimestre 2019 il mercato degli appalti (tutti i contratti di lavori, forniture e servizi) ha continuato a crescere in confronto allo stesso periodo dell' anno precedente.

Con un volume pari a 64,8 miliardi il periodo in esame ha fatto registrare un aumento del 22% rispetto al 2018, pari a 11,7 miliardi. Fatta eccezione della frenata registrata nell' ultima parte del 2018, si tratta, ha sottolineato l' Anac, del sesto quadrimestre positivo consecutivo. Sulla performance positiva pesano in particolare alcuni appalti di grandi dimensioni nel settore forniture, per lo più sotto forma di accordi-quadro o convenzioni banditi da soggetti aggregatori o centrali di committenza. Come già rilevato nel quadrimestre precedente, più contenuta è stata, invece, la crescita degli appalti sotto soglia oggetto di semplificazione con la legge di bilancio per il 2019 e con il decreto Sblocca cantieri.

Sommando il settore ordinario e quello speciale, fra maggio e agosto dello scorso anno l' aumento è stato del 9,4% per gli appalti di fascia 40-150 mila euro (equivalente a 188 milioni) e del 9,6% per quelli compresi fra 150 mila euro e 1 milione (pari a 587 milioni). Il trend crescente si registra maggiormente nei settori ordinari, in aumento dell' 11% in numero e del 50% in valore, mentre nei cosiddetti settori speciali (acqua, energia e trasporti), al lieve aumento in numero (+0,7%) segue una forte diminuzione in valore (-17,1%).

Per tipologia di appalto, nei settori ordinari, i lavori crescono del 25% in numero e del 57,2% in valore , circa 8,6 miliardi messi in gara, dato invece in controtendenza nell' ambito dei settori speciali dove il numero dei bandi scende del 3,1% e il valore del 55,3%. Sono oltre 7.867 gli affidamenti diretti nei settori ordinari, sottratti alla gara, per un valore di oltre 1,2 miliardi, un dato in riduzione del 21,7% rispetto allo stesso quadrimestre del 2018. Nei settori speciali sono stati invece 967 gli affidamenti diretti per un valore di 336 milioni in calo di oltre il 90%. Dal punto di vista della distribuzione territoriale, la parte del leone la fa l' amministrazione centrale dello Stato con oltre il 21% dei contratti posti in gara per circa 28 miliardi. Per le regioni la più attiva è stata la Lombardia con l' 11,9% delle procedure pari all' 11,2% di importo (7,2 miliardi), seguita da Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte.

A cura di Italia Oggi pag. 35 del 24/01/2020– autore ANDREA MASCOLINI