Appalti, l'iscrizione alla Camera di commercio per l'oggetto specifico è requisito che esclude

Tipologia
Notizia
Data
20/12/2019

Nell' impostazione del nuovo Codice degli appalti l' iscrizione camerale è assurta a requisito di idoneità professionale (articolo 83, comma 1, lett. a), e 3, Dlgs n. 50/2016), anteposto ai più specifici requisiti attestanti la capacità tecnico professionale ed economico-finanziaria dei partecipanti alla gara. La sua utilità sostanziale è infatti quella di filtrare l' ingresso in gara dei soli concorrenti forniti di una professionalità coerente con le prestazioni oggetto dell' affidamento pubblico. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 7846/2019 .

Il caso Il caso si riferisce ad una gara di servizi. La ricorrente era stata esclusa dalla procedura per il mancato possesso in capo ad essa, alla scadenza del termine di presentazione delle domande del requisito di partecipazione dell' iscrizione alla Camera di commercio industria agricoltura e artigianato (CCIAA)- Ufficio registro imprese per attività inerenti l' oggetto dell' appalto. L'Impresa, pur opponendo di aver già svolto servizi analoghi per la Pa procedente, dinanzi al Giudice amministrativo non ha avuto ragione. Infatti, sia il Giudice amministrativo territoriale, sia il Consiglio di Stato hanno ritenuto l' effettiva carenza del requisito in questione.

La decisione Il Consiglio di Stato chiarisce che le disposizioni vigenti pretendono la necessità di una congruenza o corrispondenza contenutistica, tendenzialmente completa, tra le risultanze descrittive della professionalità dell' impresa, come riportate nell' iscrizione alla Camera di commercio, e l' oggetto del contratto d' appalto, evincibile dal complesso di prestazioni in esso previste: l' oggetto sociale viene così inteso come la 'misura' della capacità di agire della persona giuridica, la quale può validamente acquisire diritti ed assumere obblighi solo per le attività comprese nello stesso, come riportate nel certificato camerale (in termini anche Consiglio di di Stato, Sezione V, 7 febbraio 2012, n. 648; Sezione IV, 23 settembre 2015, n. 4457). Quando, dunque, il bando richiede il possesso di una determinata qualificazione dell' attività e l' indicazione nel certificato camerale dell' attività stessa, quest' ultima va intesa in senso strumentale e funzionale all' accertamento del possesso effettivo del requisito soggettivo di esperienza e fatturato, costituente il requisito di interesse sostanziale della stazione appaltante.

Quindi, i Giudici di Palazzo Spada chiariscono che sebbene eventuali imprecisioni della descrizione dell' attività risultanti dal certificato camerale non possono determinare l' esclusione della concorrente che ha dimostrato l' effettivo possesso dei requisiti soggettivi di esperienza e qualificazione richiesti dal bando, nondimeno non può ritenersi irragionevole o illogica la previsione della legge di gara che richieda l' iscrizione alla CCIAA per l' attività oggetto dell' appalto, poiché tale iscrizione è finalizzata a dar atto dell' effettivo ed attuale svolgimento di tale attività, laddove le indicazioni dell' oggetto sociale individuano solamente i settori, potenzialmente illimitati, nei quali la stessa potrebbe astrattamente venire ad operare, esprimendo soltanto ulteriori indirizzi operativi dell' azienda, non rilevanti ove non attivati.

L' interesse pubblico tutelato da tale disciplina normativa non è la creazione e il rafforzamento di riserve di mercato in favore di determinati operatori economici, ma piuttosto quello di assicurare l' accesso al mercato (nel contemperamento con i principi della massima partecipazione e concorrenzialità) anche ai concorrenti per i quali è possibile pervenire ad un giudizio di globale affidabilità professionale (si veda anche Consiglio di Stato, Sezione III, 8 novembre 2017, n. 5170; Sezione III, 10 novembre 2017, n. 5182; Sezione V, 7 febbraio 2018, n. 796).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 20.12.2019


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