Appalti, il nuovo regolamento inciampa su procedure semplificate aperte e deroga della rotazione

Tipologia
Notizia
Data
10/12/2019

Lo schema di regolamento attuativo del codice dei contratti (giunto già alla sua seconda versione, licenziata il 28 novembre) non sembra ammettere deroghe alla rotazione a differenza di quanto oggi prevedono le linee guida n. 4 e, pur con alterne conclusioni, l' orientamento dominante della giurisprudenza. A ben valutare, nell' ambito di una generale riconferma dei vincoli della rotazione - nel regolamento la rotazione è prevista non più «di norma» ma come autentico e inderogabile obbligo - sembra emergere dalle norme un inasprimento del comportamento istruttorio del responsabile unico nei confronti dell' esigenza dell' alternanza degli affidamenti e degli inviti. Le linee guida Anac Anche nella più recente versione delle linee guida n. 4, approvate con deliberazione Anac n. 363/2019, si ribadisce la possibilità per il Rup di prevedere la non applicazione della rotazione «laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal Codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione». Ora, a differenza di due ipotesi - riprese direttamente dalle linee guida - in cui si ammette la deroga alla rotazione, ad esempio nel caso in cui la stazione appaltante proceda a «ripartire gli affidamenti in fasce in base al valore economico e in relazione al settore merceologico e alle prestazioni principali» con conseguente applicazione del vincolo solo all' interno delle fasce e della possibilità di deroga, in situazioni eccezionali «debitamente motivati con riferimento alla particolare struttura del mercato e alla riscontrata effettiva assenza di alternative», il regolamento non prevede altre casistiche. Si ribadisce la sola possibilità di derogare alla rotazione «per gli affidamenti di importo inferiore a 5.000 euro previa motivazione nella determina a contrarre» ma non anche nel caso di esperimento di una procedura semplificata "aperta". La procedura aperta La previsione della procedura "comunque" aperta è prevista, come si è detto, nelle linee guida Anac ed esige l' avviso a manifestare interesse aperto a chiunque abbia (o riesca ad acquisire) i requisiti (ad esempio nel caso dell' abilitazione sul mercato elettronico) nei termini di presentazione della propria manifestazione di interesse e/o presenti la domanda di gara. In questo caso, se la stazione appaltante si impegna a invitare ogni soggetto che manifesta interesse (o abbia presentato domanda per partecipare alla competizione) è possibile non applicare la rotazione e quindi aprire gli inviti sia al pregresso affidatario sia a soggetti che abbiamo già partecipato alla precedente procedura semplificata avviata per aggiudicare, secondo una formulazione ripresa anche nello schema di regolamento attuativo,«una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi». La conferma dell' inapplicabilità di questa ipotesi sviluppatasi (o alimentata dalla prassi dell' Anac e dalle conferme in giurisprudenza) sempre emergere anche dalla nuova previsione (articolo 10 del regolamento) secondo cui negli appalti nel sotto soglia comunitario per forniture e servizi ed entro il milione di euro, per gli appalti di lavori, il Rup non è obbligato a pubblicare l' avviso a manifestare interesse qualora decidesse di procedere comunque alla consultazione degli operatori economici. Questa semplificazione ulteriore - introdotta con le novità apportate dalla legge 55/2019 finalizzate a "sbloccare" i cantieri - sembra quindi irrigidire i vincoli della rotazione. L' ipotesi, inoltre, che il Rup, pur potendo prescindere dalla pubblicazione dell' avviso a manifestare interesse, decida comunque di formalizzare la procedura, al fine di evitare l' applicazione della rotazione, sembra introdurre irrigidimenti/formalismi nel procedimento che il legislatore ha inteso semplificare. Per intendersi la decisione comunque di formalizzare (burocratizzare) la procedura, potrebbe essere valutata, all' interno della stazione appaltante, come una sorta di aggravio, non dovuto, del procedimento amministrativo. Le nuove previsione del regolamento quindi, se dovessere essere confermate, avranno per effetto quello di mutare l' approccio istruttorio del RUP alle procedure semplificate dell' articolo 36 del codice dei contratti.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/12/2019 – autore STEFANO USAI


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