Appalti: il Cdm ribadisce la competenza esclusiva dello Stato in materia di appalti e di concorrenza

Tipologia
Notizia
Data
26/09/2019

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 19 settembre scorso, sulla scia dell’orientamento della Corte costituzionale sulla ripartizione delle competenze in materia di appalti, ha impugnato l’articolo 4 della Lr siciliana 19 luglio 2019, n. 13 (Collegato al Ddl n. 476 ‘Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019’. Legge di stabilità regionale 19 luglio 2019, n. 13), nella parte che ha modificato le modalità di gara ed i metodi di aggiudicazione dei lavori pubblici.
La Corte costituzionale, più volte, ha – infatti - ribadito che la normativa del Codice degli appalti, relativa alle procedure di selezione e ai criteri di aggiudicazione, è strumentale a garantire la tutela della concorrenza, con la conseguenza che anche la Sicilia e le altre Regioni a statuto speciale, nella materia dei lavori pubblici, non possono dettare una disciplina suscettibile di alterare le regole di funzionamento del mercato.

Norme sulle modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia
L’articolo 4 della Lr n. 13/2019 ha previsto che le stazioni appaltanti debbano utilizzare il criterio del minor prezzo, per gli appalti di lavoro di importo pari o inferiore alla soglia comunitaria, quando l’affidamento degli stessi avvenga con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo.
La soglia di aggiudicazione sarà individuata dalla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con accantonamento del 10%, sia delle offerte di maggiore ribasso che di quelle di minor ribasso, indipendentemente dalla presenza di più offerte aventi identico ribasso a cavallo del taglio delle ali.
Inoltre, la gara sarà aggiudicata all’offerta che eguaglia tale soglia o che più si avvicinerà, per difetto, a quest’ultima. Nel caso in cui la media decrementata risulti inferiore all’offerta di minor ribasso ammessa alla gara, la gara sarà aggiudicata a quest’ultima.
Le offerte espresse in cifra percentuale di ribasso saranno ammesse fino a tre cifre decimali, le medie, invece, saranno troncate alla quarta cifra decimale.
Nel caso di più offerte uguali, si procederà immediatamente al sorteggio. Qualora la stazione appaltante applichi l’esclusione automatica, la stessa avrà l’obbligo di ricorrere al metodo di aggiudicazione di cui al presente articolo.

L’impugnazione del Cdm: la legge regionale viola le norme di competenza statale
La nuova disciplina regionale sarebbe in vigore a decorrere dal 30 settembre 2019.
La disposizione, però, è stata oggetto di impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri, che ha giudicato costituzionalmente illegittimo l’intervento sulle modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori.
Tale disciplina incide sulle modalità di scelta del contraente e, quindi, interviene in materia di tutela della concorrenza, ambito che la giurisprudenza della Corte costituzionale ha sempre ritenuto di competenza esclusiva dello Stato e, pertanto, preclusa alla legislazione regionale.

La specialità dello statuto regionale siciliano e il riparto di competenze del Codice degli appalti
L’articolo 14, lett. g), del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), attribuisce alla Regione Sicilia, la legislazione esclusiva in materia di «lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale», competenza da esercitarsi nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato.
L’articolo 4 della Lr n. 13/2019, come detto, interviene in materia di modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia, in difformità ai criteri indicati nel Codice degli appalti (Dlgs n. 50/2016).
Il Codice dei contratti, all’articolo 4 disciplina il riparto di competenze tra Stato e Regioni, individuando, al comma 2, le materie oggetto di competenza concorrente e, al comma 3, quelle oggetto di competenza esclusiva dello Stato. Il comma 5, poi, prevede che le autonomie speciali adeguano la propria legislazione secondo le disposizioni contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione.
Secondo tale riparto di competenze, le Regioni non possono prevedere una disciplina diversa in materia di qualificazione e gare, di esecuzione dei contratti e di contenzioso, e ciò perché le procedure di affidamento andrebbero ricondotte alla nozione di ‘tutela della concorrenza’, l’esecuzione dei contratti a quella di ‘ordinamento civile’, e il contenzioso alla ‘giurisdizione’, tutte materie rientranti nell’ambito della potestà legislativa esclusiva dello Stato.

La giurisprudenza della Corte costituzionale
Secondo la giurisprudenza costituzionale, la disciplina del Codice degli appalti, relativa alle procedure di selezione e ai criteri di aggiudicazione, è strumentale a garantire la tutela della concorrenza, con la conseguenza che anche la Sicilia, nella materia dei lavori pubblici, non può dettare una disciplina suscettibile di alterare le regole di funzionamento del mercato.
Le disposizioni del Codice degli appalti, anche se relative ad appalti sotto soglia (sentenze n. 184 del 2011, n. 283 e n. 160 del 2009, n. 401 del 2007), sono riconducibili alla materia della tutela della concorrenza e vanno ascritte all’area delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali, nonché delle norme con le quali lo Stato ha dato attuazione agli obblighi internazionali nascenti dalla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, sicché le autonomie speciali non possono dettare discipline da esse difformi (sentenze n. 187 e n. 36 del 2013, n. 74 del 2012, n. 328, n. 184 e n. 114 del 2011, n. 221 e n. 45 del 2010).
Con la sentenza n. 263/2016, la Corte costituzionale ha affermato che le disposizioni che disciplinano istituti afferenti alle procedure di gara, in difformità dalle previsioni del codice dei contratti pubblici, sono costituzionalmente illegittime per violazione dei limiti statutari posti al legislatore regionale nella disciplina dei lavori pubblici.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 26/09/2019 – autore Luciano Catania


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