Appalti con comunicazioni telematiche

Tipologia
Notizia
Data
22/11/2019

Doppio binario per le sanzioni sul modello F24 sbagliato e appalti con comunicazioni telematiche. Verso l'approvazione dell'emendamento all'articolo 3 del decreto legge 124/19 (decreto fiscale) che corregge la sanzione da 1.000 euro per ogni F24 sbagliato. Si avrà un doppio meccanismo sanzionatorio, per le compensazioni errate fino a 5 mila euro si pagherà il 5% dell'importo scorretto, dai 5 mila euro in su si pagheranno 250 euro. Mentre il governo prova a mitigare gli effetti dell'articolo 4 del decreto legge fiscale (dl 124/19) trasformando l'obbligo del versamento entro 5 giorni delle ritenute in un adempimento con comunicazione telematica. Aggiustamenti in arrivo anche ai reati tributari attraverso degli emendamenti che saranno depositati oggi per l'esecutivo. E correzioni per la disciplina dei Pir (piani individuali di risparmio). Le correzioni sull'articolo 4 sono state al centro dei lavori di ieri sul voto agli emendamenti del decreto fiscale in commissione finanze alla Camera. Il governo punta a una riformulazione della norma sulle ritenute negli appalti. La base da cui partire è la proposta emendativa di Claudio Mancini (Pd). L'emendamento del deputato Pd prevede infatti che i committenti che affidano il compimento di un'opera o di un servizio a un'impresa sono tenuti a trasmettere all'Agenzia delle entrate gli elementi principali contenuti nei contratti di appalto o subappalto stipulati, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto stesso. I dati da trasmettere e le modalità per la trasmissione telematica sono individuati tramite il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente norma. Per l'omissione della trasmissione dei dati ovvero per la trasmissione di dati incompleti o infedeli si rende applicabile una sanzione da 500 a 1.000 euro.
Nell'ambito della fissazione dei criteri di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, l'Agenzia delle entrate concentra i controlli sul corretto versamento delle ritenute, sulle imprese in vita da meno di 2 anni che hanno stipulato contratti di appalto. Inoltre l'emendamento di Mancini contiene un inasprimento delle pene in caso di omesso versamento di ritenuto nei contratti di appalto.

Il governo è poi al lavoro per interventi sui debiti della pubblica amministrazione: «Abbiamo un progetto grosso e contiamo di portarlo in questa commissione all'inizio dell'anno prossimo», ha confermato il sottosegretario al ministero dell'economia Alessio Villarosa, intervenendo durante i lavori in commissione finanze della camera. Si tratta di una misura «una tantum», le richieste si possono fare fino al 2021 per pignoramenti tra il primo gennaio 2010 e il 30 giugno 2019, e obbliga le banche a concedere la rinegoziazione, anche a un congiunto, con alcuni paletti, tra cui l'avere già pagato almeno il 10% del primo prestito, e su un debito di massimo 250 mila euro. Il nuovo mutuo, che può essere concesso anche da una banca terza, deve valere almeno il 75% della base d'asta (se è inferiore la cifra dovrà corrispondere al debito più gli interessi) e si può rateizzare fino a massimo 30 anni.

Infine è stato esaminato l'emendamento che porta le modifiche alla disciplina dei Pir. Per i piani di risparmio a lungo termine, a decorrere dal 1° gennaio 2020, le somme dovranno essere investite per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari emessi o stipulati con imprese residenti in Italia. L'emendamento prevede poi una ripartizione degli investimenti di questo 70%. Almeno il 25% in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle nell'indice Ftse Mib e per almeno il 5% in strumenti finanziari di imprese diverse dagli indici di borsa. Agli investimenti costituiti tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019 si applicano le disposizioni da ultimo modificate dalla legge di bilancio 2018.

 ITALIAOGGI - NUMERO 276   PAG. 31  DEL 22/11/2019 - autore Cristina Bartelli


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