Appalti a quota 170 miliardi

Tipologia
Notizia
Data
18/08/2020

Nel 2019 il mercato dei contratti pubblici ha raggiunto la cifra di 170 miliardi, con una crescita del 23% sul 2018, in particolare nelle forniture, mentre la crescita è stata del 6,6% per i lavori e del 5,9 per i servizi. Sono questi alcuni dei numeri della domanda pubblica di contratti pubblici nell' anno 2019 rendicontati il 2 giugno dall' Anac al parlamento con la relazione annuale. Si conferma una crescita degli appalti, già in ripresa a partire dal 2017, dopo la flessione registrata nel 2016 dovuta all' impatto delle novità normative (sia il nuovo codice appalti, sia l' obbligo del ricorso ai soggetti aggregatori e alle centrali di committenza) che, necessariamente, hanno richiesto dei tempi di adattamento da parte delle stazioni appaltanti.

Nel 2019 il valore complessivo degli appalti di importo pari o superiore a 40 mila euro per entrambi i settori ordinari e speciali si è attestato attorno ai 169,9 miliardi di euro. Tale dato rappresenta il massimo della serie storica registrata dall' Autorità: si registra una crescita dei valori del mercato rispetto al precedente anno, pari al 22,9% e un rilevante aumento del 69% rispetto alla flessione negativa avutasi nel 2016, anno di entrata in vigore del nuovo codice dei contratti (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50).

La crescita della domanda (pari a circa il 23% rispetto all' anno precedente) ha coinvolto in particolare il settore delle forniture (pari a circa 64,7 miliardi di euro) che fa registrare un aumento del valore complessivo di tale settore del 65,6% rispetto al precedente anno. Tale aumento è dovuto principalmente all' avvio di appalti da parte delle centrali di committenza nel settore della sanità, nonché di alcuni grandi appalti effettuati nel settore delle ferrovie: il valore complessivo dei primi sei appalti di forniture, per importo, corrisponde infatti ad oltre 13 miliardi di euro.

Per quanto concerne i settori dei lavori (pari a circa 34,4 miliardi di euro) e dei servizi (pari a circa 70,7 miliardi di euro) si riscontra, per entrambi, un leggero aumento rispetto all' anno precedente: 6,6% per i lavori e 5,9% per i servizi. Inoltre, per il settore dei servizi e delle forniture, l' Anac ha osservato che vale la considerazione per cui la struttura della domanda non sia particolarmente favorevole alla partecipazione delle piccole e medie imprese (Pmi), in quanto si rileva che per tali settori le procedure bandite dalle stazioni appaltanti hanno avuto ad oggetto lotti di importo mediamente sempre più elevato, che hanno raggiunto nel 2019 il valore più alto degli ultimi cinque anni.

Per entrambi i settori si registra, infatti, un significativo aumento degli appalti nelle classi di importo più elevato, sia come numerosità che come valore. l' aumento della domanda a livello di importo rispetto al 2018 ha riguardato, per i settori ordinari, principalmente le due fasce fra 5 milioni e 25 milioni (+31,6%) e oltre 25 milioni (97,8%). Per quest' ultima classe d' importo, pesano alcuni appalti di importo rilevante nell' ambito del settore sanità e del settore dei servizi d' interesse generale (in particolare servizio idrico e gestione rifiuti).

Per i settori speciali, si registra un calo del 18,3% con una riduzione di oltre il 20% nelle ultime due fasce, quella tra 5 e 25 milioni (-22,3%) e quella oltre 25 milioni (-25,3%), che nel 2018 erano, invece, erano aumentate di circa il 50% rispetto all' anno precedente. Nel quinquennio 2015-2019 l' importo medio dei lotti per tipologia di contratto è in crescita per tutti i settori, in particolare per il settore delle forniture, che fa registrare un aumento del 57,3% rispetto al 2015, dovuto, in generale, all' aumento del numero di procedure appartenenti alla classe di importo più elevata (più di 25 milioni) ed in particolare agli importi delle centrali di committenza.

A cura di Italia Oggi del 14 Agosto 2020 - autore ANDREA MASCOLINI

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