Aggiudicazione illegittima se l'impresa applica un contratto non in linea con i servizi messi in gara

Tipologia
Notizia
Data
11/10/2019

L' applicazione di un determinato contratto non può essere imposta perché si configura quale scelta che rientra nelle prerogative imprenditoriali dell' operatore economico, ma questa scelta deve avvenire nel rispetto della coerenza del contratto messo in gara. Se però questa coerenza non sussiste, la gara è da ritenersi illegittima e va annullata per violazione dell' articolo 30, comma 4, del Dlgs 50/2016, secondo cui «al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l' attività oggetto dell' appalto o della concessione svolta dall' impresa anche in maniera prevalente». Sulla base di queste argomentazioni il Tar della Lombardia con la sentenza n. 2075/2019 ha accolto il ricorso della società classificatasi al secondo posto nella gara d' appalto indetta dal Comune di Milano per l' affidamento del servizio integrato di gestione delle biglietterie dei musei civici, e ha pertanto annullato gli atti di indizione e di aggiudicazione della procedura impugnata, che ora dovrà ripartire da zero.

L' oggetto della gara Il capitolato speciale relativo alla gara prevedeva che il servizio integrato, da erogarsi attraverso idonea piattaforma informatica, fosse composto delle seguenti attività interconnesse, rivolte all' utenza delle strutture museali: biglietteria on-site (vendita biglietti in loco) e on-line; servizio assistenza ai clienti-live chat; servizi di riscossione; reportistica e profilazione dei visitatori; postazioni di lavoro, hardware e software; gestione e manutenzione software e hardware. La decisione La Rti risultata aggiudicataria della gara ha dichiarato di applicare la sezione «servizi fiduciari» del Ccnl per i dipendenti da istituti di vigilanza privata. In effetti, questo contratto nazionale, nel disciplinare i rapporti di lavoro nel settore della sorveglianza, reca alcune attività affini a quelle dei servizi messi in gara dal Comune, come «controllo degli accessi», «segreteria, reception e mansioni di front desk», nonché «attività di bigliettazione».

Si tratta però di attività le quali, benché in astratto rientranti nella tipologia servizi, oggetto dell' appalto in questione, presentano carattere accessorio e strumentale rispetto ad attività di natura diversa, che nulla hanno a che fare con la gestione integrata dei servizi di biglietteria. Di conseguenza, mettendo a confronto le prestazioni oggetto di gara e le mansioni elencate dal suddetto Ccnl non può affatto sostenersi la coerenza di quest' ultimo con l' oggetto dell' appalto. I giudici sul punto hanno rilevato che «l' oggetto dell' appalto attiene all' accoglienza del pubblico in senso lato, mentre il Ccnl "servizi fiduciari" attiene alla custodia e sorveglianza dei siti. Ne consegue che le declaratorie previste nel Ccnl in esame risultano incongrue rispetto alle attività che i lavoratori saranno chiamati a svolgere nell' ambito dell' appalto, al quale si applicano in genere il Ccnl Multiservizi e quello per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi».

Di qui l' annullamento degli atti di gara impugnati e la censura all' operato del Comune, il quale avrebbe dovuto escludere dalla procedura il soggetto risultato aggiudicatario, a dispetto del fatto che, in analoghe circostanze, il Consiglio di Stato abbia affermato che «non rientra nella discrezionalità dell' amministrazione appaltante anche quella di esigere un determinato contratto collettivo nazionale di lavoro, tanto più qualora una o più tipologie di contratti collettivi possano anche solo astrattamente adattarsi alle prestazioni oggetto del servizio da affidare» (sentenza n. 4443/2018).

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 11/10/2019 – autore MICHELE NICO


Loading...