Aggiudicazione efficace solo dopo che il Rup ha accertato il possesso dei requisiti generali e speciali

Tipologia
Notizia
Data
30/06/2020

Il responsabile unico del procedimento prima di procedere con l' aggiudicazione efficace deve procedere con la verifica dei requisiti generali e speciali declinati nella legge speciale di gara. Il codice dei contratti, e in specie l' articolo 32, scandisce chiaramente il procedimento amministrativo distinguendo l' approvazione della proposta di aggiudicazione, da cui emerge l' assegnazione non ancora efficace, dall' aggiudicazione efficace che scaturisce in seguito alla verifica, con ricostro positivo, sul possesso dei requisiti richiesti. In questo senso la sentenza del Tar Campania, sezione II, n. 2403/2020 . La questione Innanzi al giudice, dalla seconda classificata, vengono poste, in particolare, due obiezioni di particolare rilievo. In primo luogo la ricorrente contesta il fatto che la stazione appaltante avrebbe aggiudicato l' appalto mentre la verifica dei requisiti era ancora in corso mentre, a detta dell' operatore, il provvedimento si sarebbe dovuto assumere solo successivamente al riscontro positivo sui requisiti. In questo modo il Rup avrebbe violato lo stesso disciplinare di gara. Ulteriore questione ha riguardato l' applicazione della clausola sociale ovvero dell' obbligo - secondo il ricorrente - di assorbire il personale del pregresso affidatario.

L' impegno, sempre secondo le censure, sarebbe risultato violato nel momento in cui, in fase di giustificazione della potenziale anomalia dell' offerta, l' aggiudicatario avrebbe confermato l' offerta con riduzione dei costi per l' utilizzazione di personale proprio. Entrambe le censure non hanno persuaso il giudice. L' aggiudicazione In relazione al momento in cui debba intervenire l' aggiudicazione, il giudice ha rammentato che il procedimento è strutturato in approvazione (ovviamente eventuale) della proposta di aggiudicazione che si sostanzia in una aggiudicazione non ancora efficace vista l' esigenza della previa verifica sul possesso dei requisiti prescritti. Il secondo momento, quindi, è costituito proprio da questa verifica il cui riscontro positivo determinerà, magari attraverso una presa d' atto o altro provvedimento, l' efficacia dell' aggiudicazione. Pertanto, la stazione appaltante, o meglio il Rup, nel caso di specie ha operato secondo le norme del codice e l' aggiudicazione a cui ha fatto riferimento il ricorrente altro non è che l' approvazione della proposta di aggiudicazione e quindi un affidamento non ancora efficace.

Del resto, conclude il giudice, in questo senso si è espresso lo stesso disciplinare che nel ribadire le norme del codice ha anche aggiunto che «l' aggiudicazione diventa efficace, ai sensi dell' art. 32, comma 7 del Codice, all' esito positivo della verifica del possesso dei requisiti prescritti. In caso di esito negativo delle verifiche, la stazione appaltante procederà alla revoca dell' aggiudicazione». Si tratta, si legge in sentenza «evidentemente di due profili diversi», quello della approvazione della proposta da parte dell' organo competente e quello della verifica dei requisiti. Quest' ultima può «essere ultimata anche dopo l' aggiudicazione, la quale diventa efficace solo dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti». Pertanto, la circostanza che nel caso di specie l' aggiudicazione sia stata adottata mentre le verifiche sul possesso dei requisiti di ordine generale e speciale erano ancora in corso di espletamento, e che per tale ragione l' aggiudicazione sia stata disposta sotto condizione risolutiva ove le stesse non si concludessero «positivamente, non costituisce motivo di illegittimità dell' azione amministrativa».

Di rilievo anche le precisazioni in tema di clausola sociale. Nelle giustificazioni dell' offerta economica l' aggiudicatario conferma i costi ritenuti, dalla ricorrente, «palesemente bassi e non sostenibili» in quanto basati sulla volontà di utilizzare proprio personale con conseguente violazione dell' obbligo di assorbire il personale del pregresso affidatario. Anche questo motivo, secondo il giudice, non coglie nel segno. A prescindere dalla circostanza che il personale offerto in realtà era da ritenersi in aggiunta, deve altresì rilevarsi che la clausola sociale non pone affatto un obbligo assoluto dell' assorbimento integrale del pregresso gestore del contratto. In base a quanto affermato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, «l' obbligo di mantenimento dei livelli occupazionali del precedente appalto va, infatti, contemperato con la libertà di impresa e con la facoltà in essa insita di organizzare il servizio in modo efficiente e coerente con la propria organizzazione produttiva, al fine di realizzare economie di costi da valorizzare a fini competitivi nella procedura di affidamento dell' appalto».

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 30/06/2020 di  STEFANO USAI

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