Affidamento in house in linea con le regole Ue se la scelta è congrua e motivata

Tipologia
Notizia
Data
02/04/2020

L' affidamento in house è una delle soluzioni possibili alle quali può ricorrere un' amministrazione per organizzare la gestione dei propri servizi, ma il legislatore nazionale può prevedere una normativa che subordini il ricorso a questa modalità a una verifica di congruità rispetto al mercato. La Corte di giustizia Ue, con l' ordinanza sulle cause C-89/19 e C-91/19 del 6 febbraio 2020 , ha chiarito che l' articolo 192, comma 2 del Dlgs 50/2016 non confligge con la normativa dell' Unione europea, risolvendo la questione posta dal Consiglio di Stato.

Norme e questio ne La disposizione del codice dei contratti pubblici prevede che ai fini dell' affidamento in house di un contratto su servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, le stazioni appaltanti effettuino preventivamente la valutazione sulla congruità economica dell' offerta dei soggetti in house, dando conto nella motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta. I giudici amministrativi avevano rimesso alla Corte di giustizia una questione pregiudiziale rispetto a una controversia emersa sulla soddisfazione del percorso obbligatorio definito dall' articolo 192, sostenendo l' assunto per cui, nel diritto dell' Unione europea, gli affidamenti in house non occupano una posizione subordinata rispetto agli affidamenti mediante gara d' appalto.

La Corte di giustizia ha fatto riferimento alla propria sentenza del 3 ottobre 2019 sulla causa C-285/18 (nota come sentenza Irgita), relativa al rapporto tra l' articolo 12, paragrafo 1 della direttiva 2014/24 e le normative nazionali, precisando che questa disposizione non può privare gli Stati membri della libertà di favorire una modalità di prestazione di servizi, di esecuzione di lavori o di approvvigionamento di forniture a scapito di altre. La direttiva, infatti, ha riconosciuto il principio per cui le autorità nazionali, regionali e locali possono liberamente organizzare l' esecuzione dei propri lavori o la prestazione dei propri servizi in conformità del diritto nazionale e dell' Unione, essendo libere di decidere il modo migliore per gestire l' esecuzione dei lavori e la prestazione dei servizi per garantire in particolare un elevato livello di qualità, sicurezza e accessibilità, la parità di trattamento e la promozione dell' accesso universale e dei diritti dell' utenza nei servizi pubblici.

Le indicazioni della Corte Tuttavia la Corte di giustizia Ue ha evidenziato che la libertà di scegliere il metodo di gestione non può essere illimitata, in quanto deve essere esercitata nel rispetto delle regole fondamentali del trattato Ue e dei principi che ne derivano come la parità di trattamento, il divieto di discriminazione, il mutuo riconoscimento, la proporzionalità e la trasparenza. Di conseguenza, la Corte nell' ordinanza del 6 febbraio 2020 ha rilevato che la disposizione della direttiva 2014/24 sui presupposti dell' affidamento in house deve essere interpretata nel senso che non osta a una norma nazionale con la quale uno Stato membro subordini la conclusione di un' operazione interna, in particolare, alla condizione che l' aggiudicazione di un appalto pubblico non garantisca la qualità dei servizi forniti, la loro accessibilità o continuità, sempre che la scelta espressa a favore di una particolare modalità di prestazione di servizi (effettuata in una fase precedente a quella dell' aggiudicazione dell' appalto pubblico) rispetti i principi di parità di trattamento, non discriminazione, riconoscimento reciproco, proporzionalità e trasparenza.

La Corte di giustizia Ue ha risolto quindi la questione pregiudiziale posta dal Consiglio di Stato chiarendo che l' articolo 192 del codice dei contratti pubblici non è in contrasto con le direttive. La pronuncia ha quindi come effetto più rilevante il rafforzamento dell' obbligo, per le amministrazioni pubbliche che intendano affidare in house, di verificare preventivamente la congruità della soluzione rispetto alle impossibili alternative presenti sul mercato, con dettagliata traduzione dell' analisi nella motivazione del provvedimento di affidamento.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 02 Aprile 2020 - autore LBERTO BARBIERO

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