Correggibile nell'offerta l'errore di trascrizione

Tipologia
Notizia
Data
13/09/2019

L' errata trascrizione, in un' offerta per un appalto pubblico, dei costi della sicurezza già fissati dalla stazione appaltante costituisce mero errore materiale e non legittima l' esclusione dalla gara. Lo ha precisato l' Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con la delibera del 17 luglio 2019, n. 680 che chiude un precontenzioso ex articolo 211, comma 1 del codice appalti in tema di definizione dei costi della sicurezza cosiddetti «esterni».

La vicenda oggetto di esame da parte dell' Authority riguardava la possibilità di configurare l' errore di trascrizione dei costi della sicurezza non soggetti a ribasso nell' ambito degli errori materiali o dei refusi, configurazione che condurrebbe a ritenere valida un' offerta economica che rechi, nel dettaglio, un importo errato di tali oneri e dell' ammontare complessivo dell' appalto. Nel caso di specie, si era verificata una somiglianza tra l' importo dei costi della sicurezza non soggetti a ribasso e quello degli oneri aziendali concernenti l' adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; da tale somiglianza era derivata la disattenzione nella redazione dell' offerta economica.

L' Autorità ha affrontato il caso ricordando che nel settore degli appalti pubblici vige il principio generale dell' immodificabilità dell' offerta, a tutela non soltanto dell' imparzialità e della trasparenza dell' agire della stazione appaltante, ma anche del principio della concorrenza e della parità di trattamento tra gli operatori economici che prendono parte alla procedura concorsuale. Pertanto la stazione appaltante può sanare gli errori presenti nell' offerta nell' ambito di stringenti limiti, svolgendo un' attività interpretativa della volontà del dichiarante, nei soli casi in cui attraverso l' attività di ricostruzione sia possibile giungere ad esiti certi circa l' impegno negoziale assunto dal dichiarante.

In realtà, ha spiegato l' Anac, l' offerta economica del concorrente può essere modificata, anche d' ufficio, in presenza di un mero errore materiale la cui correzione non alteri l' effettiva volontà dell' offerente e che risulti chiaramente dagli altri elementi dell' offerta economica stessa. In questo caso occorre la sussistenza di due condizioni: che sia possibile, attraverso l' attività interpretativa, giungere ad una rettifica degli elementi della dichiarazione che non lasci margini di incertezza; che l' interpretazione non faccia ricorso a fonti di conoscenza esterne alla dichiarazione di offerta della quale si tratta, né a dichiarazioni integrative dell' offerente.

Nel caso esaminato, in base a quanto dispone l' art. 23, comma 16 del codice appalti, la definizione dei costi della sicurezza cosiddetti «esterni» è compito della stazione appaltante che li determina prima della gara e su questo valore l' offerente nulla può fare. Pertanto, ha detto l' Anac, anche una eventuale indicazione dell' offerente su questo importo sarebbe solo pedissequamente riproduttiva di quella posta a base della procedura. Infatti, non vi è alcuna norma che imponga ai concorrenti, tanto meno a pena di esclusione, di riprodurre nell' offerta la quantificazione dei costi da interferenza già effettuata dalla stazione appaltante.

A cura di Italia Oggi pag. 36 del 13/09/2019   


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